7.0
- Band: RAGING SPEEDHORN
- Durata: 00:48:47
- Disponibile dal: 11/06/2005
- Etichetta:
- SPV Records
- Distributore: Audioglobe
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Tornano a fare casino i peggiori spacconi che l’Inghilterra ci abbia donato negli ultimi anni. Raging Speedhorn: robaccia alcoolica a metà tra Iron Monkey, Orange Goblin e Motörhead. Bellissimo il primo album, discreto il secondo, buono questo nuovo “How The Great Have Fallen”, che suona più cupo, sporco e intransigente del suo predecessore, quel “We Will Be Dead Tomorrow” che puzzava davvero troppo di pulito e pareva troppo educato per portare il marchio Raging Speedhorn. I riff tornano a essere obesi e scontrosi, supportati da un drumming reiterato, dalla totale assenza di rifiniture, da quel senso di “buona la prima” che tanto aiuta i brani, tutto sommato abbastanza convenzionali, del sestetto d’oltremanica. Tutta attitudine spaccona, che rischia di soffocare anche i guizzi d’ingegno dei nostri (il bel finale percussivo di “Slay The Coward” o le tastiere della title track), ma che in fondo è parte fondante dell’esperienza Raging Speedhorn, una band che sopperisce col fisico alla mancanza di strategia. E lo fa alla grande. Per gli estimatori di alcool, sudore, satanismo e colla da sniffare.
