5.0
- Band: RAGNAROK
- Durata: 00:48:06
- Disponibile dal: 21/01/2002
- Etichetta:
- Regain Records
- Distributore: Self
Ennesimo ritorno blando e privo di interesse questo quarto capitolo dei black metallers Ragnarok. Dopo un discreto debutto nel 1995, i nostri hanno tentato il tutto e per tutto con lo stanco “Arising Realm” ed il prolisso e pretenzioso “Diabolical Age”, senza riuscire minimamente a trovare il favore di un pubblico sempre più esigente e severo; approdati ormai alla svedese Regain Records, i quattro cercano con “In Nomine Satanas” di compiere il fatidico salto di qualità, con tutti i loro mezzi a disposizione e con la prestigiosa produzione degli studi Abyss (curata però dal fratello di Peter, Tommy Tagtgren). Il loro sconcertante black metal svedese di scarsa qualità ed ispirazione, ben eseguito e confezionato, ma mancante di attitudine, fervore ed idee, affonda fin dal primo ascolto nel più clamoroso buio creativo; tutto sembra essere a suo posto, a partire dalle qualità esecutive dei nostri e dalla discreta fattura delle singole tracce, ma l’impressione è quella che ad essere in difetto sia la capacità di creare musica, passione, energia, in grado di rimanere nel tempo e di andare oltre il mero intrattenimento. Rispetto al precedente album, i Ragnarok sono senza dubbio riusciti a trovare una formula più stringata e compatta del proprio sound, ma sono ancora fin troppo distanti dall’aver scoperto degli efficaci standard stilistici che possano farli notare tra i tanti; titoli come “The Black Mass”, “Angel Corpse”, “Under The Wings Of Satan” e “The Beast Of Madness” non fanno altro che sommergere ulteriormente la proposta dei Ragnarok verso il più nero abisso creativo. Francamente risparmiabile.
