7.0
- Band: RAINSWEPT
- Durata: 00:33:15
- Disponibile dal: 01/07/2024
- Etichetta:
- Time To Kill Records
Spotify:
Apple Music:
Nati nel 2002 a Roma da un’idea del batterista Luigi (Coloss/Strength Approach/First Blood/Blvd of Death), a cui si è in seguito unito il bassista Ale (ex-Strength Approach), i Rainswept hanno pubblicato la prima demo nello stesso anno, completando anche la formazione con Andrea (Second by Default/Murder Spree) al microfono e Daniele (Maiali) e Valentino alle chitarre. Arriva subito l’interesse di Time To Kill Records, con la quale dopo svariate date e tour viene pubblicato il primo album ufficiale “No Threats Allowed”.
Al primo ascolto il disco colpisce per la similitudine del timbro di Andrea con quello del leggendario Freddy Cricien dei Madball, sicuramente uno dei punti fermi d’ispirazione sia per il frontman che per la band, che si allinea al NYHC per l’ossatura della proposta, per il groove e per lo stile musicale basato sui più tipici riff veloci, breakdown e parti two-step, con vocals cadenzate e cori. La band riesce però ad aggiungere altre influenze, sempre provenienti dagli anni ’90, come le parti acide che sentiamo in “Diss Days” e “Blank”, le derive metal di “The Swamp” e le influenze crossover in “Redemption”, con una scrittura decisamente organica e coerente, arrivando sempre dritti al punto in brani che si attestano intorno ai due minuti e mezzo. Forse proprio in quest’ottica di scorrevolezza i tre interludi strumentali, costituiti da beat hip hop vecchia scuola, potrebbero durare anche un po’ meno dei quaranta secondi che occupano, ma è decisamente un difetto minore vista la bontà della raccolta, che, senza reinventare la ruota, riesce a coinvolgere e a sollecitare l’impatto evocando una dimensione puramente ‘live’. Anche la produzione spinge in tal senso, con una sezione ritmica decisamente in evidenza (soprattutto il basso) che non fa che trasportare l’ascoltatore in quelle situazioni pericolose dove il mosh sfugge di mano diventando pericolo fisico.
Bel biglietto da visita insomma per i Rainswept, formazione che dimostra di sapere il fatto suo e che aiuta a mantenere valida e vivace la scena hardcore della penisola. Speriamo di vederli presto dal vivo.
