7.0
- Band: RAISE HELL
- Durata: 00:46:33
- Disponibile dal: 21/08/2015
- Etichetta:
- Black Lodge
- Distributore: Audioglobe
Spotify:
Apple Music:
Che belli i dischi come questo “Written In Blood” dei Raise Hell, uno di quegli album grazie ai quali appena premi play ti ritrovi preso a sberloni da quel tipo di riff, stop and go e bpm impazziti che tanti anni fa ti fecero decidere di farti crescere i capelli, comprare un chiodo di terza mano e spendere quei quattro soldi che avevi in tasca per dischi, toppe e magliette di gruppi. Veterani della scena thrash svedese, i Raise Hell tornano dopo diversi anni di silenzio con questa piccola bombetta di undici tracce da headbanging continuo; il disco viaggia su coordinate, appunto, puramente thrash, pur non tradendo la propria origine scandinava con qualche giro che mastica death melodico e un po’ di black (soprattutto nella voce ma non eccessivamente). Pezzi come “Dr. Death”, “Fallen Domination” o la folle “We Arise” sono delegati al nostro torcicollo, tanto viene spontaneo esaltarsi durante l’ascolto, e non mancano pezzi che abbassano un po’ la furia, pur rimanendo godibili, come “A Blackened Resurrection”, in cui ci si avvicina ad una sorta di melodia, l’ironica “Thank You God” e la sostenuta “Demon Mind”, di quei pezzi che, se ce ne fossero di più sarebbe un mondo migliore per tutti. Non è esente da difetti e sbavature, “Written In Blood”, e il maggiore fra tutti è che la band, alla quale si è aggiunto per le registrazioni Sven Vormann, ex batteria dei Destruction, naviga su una serie di stilemi e soluzioni sentiti migliaia di volte negli ultimi trent’anni, condizione nella quale a dire il vero la formazione sembra trovarsi a proprio agio; di certo questo non aiuterà la longevità del disco, che rischia di esaurire la propria freschezza nel giro di qualche ascolto, ma nell’immediato il prodotto risulta divertente e, alla fine, pregno di ottimo thrash metal senza sconti per nessuno. I Raise Hell ci piacciono proprio per questa attitudine ‘straight’, e al di là di tutto il disco spacca le ossa a dovere e funziona. Sarà da vederne la riproposizione dal vivo, ma se questo è il lavoro in studio, il tour promette scintille.
