RAKSASAS – Bleed For What It Is Worth

Pubblicato il 26/08/2004 da
voto
7.0
  • Band: RAKSASAS
  • Durata: 00:50:54
  • Disponibile dal: /07/2004
  • Etichetta:
  • Beniihana Records
Streaming non ancora disponibile.

Giungono al debutto discografico anche i germanici Raksasas, giovane quintetto dedito ad un metallo estremo e potente, del tutto inclassificabile in modo preciso: non tanto per le peculiarità e la stranezza del sound proposto, bensì per le coordinate dello stesso, abbraccianti quasi tutte le diramazioni nelle quali si divide l’extreme metal odierno. Infatti, partendo da un death metal cadenzato e roboante (a tratti la band ricorda i Testament dello stupendo “Demonic”), i Raksasas spaziano tranquillamente nel black melodico, così come nel metal groovy e vigoroso dei Sepultura di “Chaos A. D.”, oppure ancora nel death con venature dark dei Rotting Christ; ma non finisce qua, in quanto la band teutonica mostra anche discrete capacità nel reinterpretare il death melodico, un certo metal-core e le tipiche cadenze marziali dei Rammstein. Certo, tutto questo calderone sonoro aiuterà poco i Raksasas a ritagliarsi e conservarsi una sicura e fedele congrega di fan, ma altresì esso è praticamente impossibile da disprezzare, anzi: la maggior parte dei brani presenti su “Bleed For What It Is Worth” piace per il proprio dinamismo, la potenza e la non-scontatezza; già, in quanto, grazie anche ad una produzione rumorosa ed aggressiva, song quali “No Paradise Can Justify”, “Can’t Let Go” e “Thoughts Of A Once Weakened Heart” fanno un’ottima impressione, soprattutto causata dai continui cambi d’atmosfera e ai massicci riff di rottura che calano come magli, copiosamente, in ogni canzone. Ben riuscita, poi, la cover di “Filler” dei Minor Threat, sopra indicata in tracklist, ma in realtà inserita solo come ghost-track. La voce del singer Gordon, a volte autore anche di passaggi recitati al limite del rap, è impostata su di un growl molto aperto e profondo, che i fedelissimi degli Obituary non potranno mancare di apprezzare, sebbene i momenti di esaltazione pura del disco, dovuti all’efficacia delle linee vocali, non siano poi così numerosi. “Bleed For What It Is Worth”, per cui, si rivela un interessante esordio, composto degnamente da una formazione che presenta margini di miglioramento ampi e che dal vivo, se sono bravi quanto si spera, dovrebbe spaccare di brutto. Disco da sette pieno, senza dubbio.

TRACKLIST

  1. Intro
  2. No Step Further
  3. Can't Let Go
  4. No Paradise Can Justify
  5. Crystal Souls
  6. To Obey Is To Suffer
  7. Legion
  8. Thoughts Of A Once Weakened Heart
  9. Misery Turns Into Addiction
  10. Filler
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