RAMROD – Jet Black

Pubblicato il 01/12/2019 da
voto
7.0
  • Band: RAMROD
  • Durata: 00:42:09
  • Disponibile dal: 02/11/2019
  • Etichetta: Black Widow
  • Distributore:

“I just play rock ‘n’ roll with my bluesy soul”, suono soltanto del rock ‘n’ roll con la mia anima blues. Cantano così i Ramrod, dichiarando in maniera esplicita il loro desiderio di fondere due stili che nel corso della storia hanno viaggiato spesso a braccetto, incontrandosi, talvolta scontrandosi, ma sempre camminando nella stessa direzione. La formazione piemontese, nata nel 2013, prende l’energia dell’hard rock e lo affianca al calore delle chitarre blues, al suono avvolgente delle tastiere vintage, non disdegnando anche qualche incursione nel mondo della psichedelia e del progressive rock d’annata. A guidare il tutto, una voce femminile, quella di Martina Picaro, dotata di un timbro vibrante e di notevoli capacità canore.
Quello che abbiamo tra le mani è il loro secondo full-length, “Jet Black”, un lavoro ben realizzato, caratterizzato da una scrittura fluida e convincente, a cui si aggiunge un innegabile gusto negli arrangiamenti, capaci di spaziare tra i generi, valorizzando tutti gli strumenti e permettendo di apprezzarne anche le sfumature. Abbiamo così brani più spinti, come “Don’t Call Me Sunshine” o “Turning Bad”, in cui la band vuole dimostrare tutta la sua carica, che si affiancano ad episodi che esplorano strade differenti. È il caso di “Lion Queen”, che riporta alla mente certe atmosfere lussureggianti del vecchio Santana; la già citata “Bluesy Soul”, che si appoggia sull’arpeggiare delle chitarre acustiche, con il mellotron ad ammantare il tutto con un velo vintage; il pianoforte infuocato di “Sweet Mel”; o ancora “Leda”, che si spinge ad Oriente, lasciando questa volta al sitar il compito di evocare paesaggi esotici e lontani.
C’è solo un aspetto della proposta dei Ramrod che non ci ha convinto pienamente e lo sottolineiamo non per dissuadere l’ascoltatore, quanto come spunto di riflessione per un ulteriore passo in avanti. “Jet Black”, in ogni suo aspetto, è un disco pulito, preciso, curato, equilibrato… perfino troppo. Si tratta di sfumature, ce ne rendiamo conto, ma quello che ci è mancato, durante l’ascolto dell’album, è quel trasporto emotivo, la fame, quel vago senso di inquietudine, che è al tempo stesso passione e dolore, che invece hanno caratterizzato la musica (e anche le vite) di tante formazioni che hanno fatto la storia del genere. Paradossalmente, un sound meno levigato, con qualche graffio o asperità in più, avrebbe giovato al risultato finale, che pure resta assolutamente positivo. Sarebbe molto interessante poter vedere i Ramrod esibirsi dal vivo, in un contesto privo degli accorgimenti da studio, in cui la band possa dare pieno sfogo alla sua energia. Viste le buone premesse e le potenzialità del gruppo, siamo sicuri che potremo averne presto occasione.

TRACKLIST

  1. Don’t Call me Sunshine
  2. Ares Call
  3. Sorrow
  4. Lion Queen
  5. Glass of Wine
  6. Turning Bad
  7. Bluesy Soul
  8. Sweet Mel
  9. Leda
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