7.0
- Band: RANK AND VILE
- Durata: 00:25:46
- Disponibile dal: 17/10/2023
- Etichetta:
- Modern Grievance
Protagonisti della scena underground della west coast a stelle e strisce, i Rank And Vile hanno clamorosamente messo in file un lunga serie di show in ottica DIY, dopo l’esordio con “Redistribution Of Flesh”, uscito nel 2019.
Arrivando ad oggi, Modern Grievance Records permette al quartetto di Portland di pubblicare “Worship”, full-length in piena continuità con quanto proposto nel release pre-pandemia. Il nuovo disco sprigiona un mix di violento death-grind e quel blackened hardcore dal sound ‘a motosega’ tanto caro a Deathwish e Southern Lord, e dai testi politicamente impegnati.
Le opener “Churchstate” e “Bisphos” agiscono come un’iniezione di adrenalina grazie ad accelerate verticali, metodici cambi di groove e ripartenze, alternando molto bene i vari stili presenti nel riffing. Sia chiaro, non stiamo parlando di una proposta strumentale particolarmente ricercata o tecnica, ma i Rank And Vile giocano un perfetto compromesso di ignoranza e brutalità per far funzionare al meglio ogni brano.
Lo stile predominante in “Worship” ricorda quello dei veneziani Hobos, accostabile ai primissimi Black Breath, anche se non tardano ad arrivare un’altra manciata di rimandi che, comunque, non vanno sicuramente al di fuori del seminato. Sentiamo del death metal vecchia scuola, quello dei riffs ‘da cavernicoli’ in “Flayed” e in “Lobotomobile”, e un vento di Svezia nei riff di “Cleanse”, in chiusura. “Splatter” e “Trigger” ci regalano riff pazzi che sezionano i timpani a suon di feedback, facendo ricordare lo stile dei Converge, senza risultare ad ogni modo fuori contesto.
La prova alle corde vocali è una cavalcata inarrestabile di urla strangolate e ruggiti chiari a spedire invettive e monologhi di protesta verso politici e fanatici religiosi – certo, non la più originale delle idee, però la tecnica in campo funziona e, possiamo dire, anche nel migliore dei modi. Nel complesso “Worship” è un disco intelligente che si fa ascoltare con agilità e fila liscio senza fatica, sicuramente aiutato dalla durata contenuta.
Con questa prova, i Rank And Vile non aggiungono praticamente nulla a ciò che il genere aveva già detto in passato ma, incastrando i vari elementi in gioco, danno una soluzione convincente che veste di grindcore i vecchi classici. “Worship” non spicca per creatività o per genialità ma riesce a trascinarci senza chiedere di più, perchè alla fine dei conti, ‘less is more’, sempre.
