7.5
- Band: RATT
- Durata: 00:47:52
- Disponibile dal: 27/04/2010
- Etichetta:
- Roadrunner Records
- Distributore: Warner Bros
Il vecchio hard rock che visse il periodo di maggior splendore negli anni ’80 sta tornando di moda, non si spiegherebbero altrimenti le continue reunion di formazioni più o meno storiche di quel periodo. Così anche i Ratt escono dal lunghissimo periodo di letargo “grunge”, per firmare un ritorno che mancava da undici anni, ma considerando le forzature di alcuni dischi, possiamo tranquillamente dire che la band statunitense non pubblica qualcosa di decente dal già controverso “Dancin’ Undercover” del 1986. A dispetto della ruggine accumulata nel corso degli anni i Ratt fanno subito capire di essere tornati in ottima forma, tirati a lucido anche da una produzione semplicemente stratosferica che valorizza al meglio tutti gli ingredienti della band, ma a brillare per fortuna sono anche e soprattutto le canzoni. L’inizio è subito straripante con “Eat Me Up Alive”, seguita da “Best Of Me” che svolge alla perfezione il compito di primo singolo estratto grazie ad un ritornello ispirato. L’impressione che a fare la differenza nel settimo capitolo della band di Los Angeles siano le chitarre si concretizza già dopo poche canzoni; il riffing tagliente, i suoni affilati, le entrate degli assoli perfette, sono cosa certa ascoltando canzoni come “Look Out Below”, “Lost Weekend” e “As Good As It Gets” ed in questo senso non possiamo che spendere un plauso al nuovo entrato Carlos Cavazo ( Quite Riot), al fianco del membro storico Warren De Martini.
Adrenalina alle stelle fino alla fine con il singer Stephen Pearcy che evidenzia una certa raucetudine preoccupante per i futuri concerti, ma appare altresì grintoso nell’interpretazione dei brani. Rispetto al passato si riscontra una gamma emotiva più varia e differente non a caso “Infestation” non riguarda solo feste, sballi e rock n’ roll, ma affronta anche tematiche più impegnative in grado di conferire al disco ulteriore fascino ed espressività che insieme alla sfrontatezza ritrovata certificano un ritorno coi fiocchi.
