RAUM KINGDOM – Monarch

Pubblicato il 24/01/2023 da
voto
7.0
  • Band: RAUM KINGDOM
  • Durata: 00:43:21
  • Disponibile dal: 27/01/2023
  • Etichetta:
  • Argonauta Records

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Il primo disco dei Raum Kingdom su Argonauta Records ha un significato speciale: la tragica ed improvvisa morte del bassista Ronan Connor ha lasciato nei suoi compagni di band un vuoto che i tre hanno tentato di colmare, portando a termine il materiale che avevano tra le mani e dando vita a nuova musica in onore del loro amico che non c’è più. Ma facciamo un passo indietro: la formazione nasce nel 2013 sulla costa est dell’Irlanda per iniziativa del cantante Dave Lee e del chitarrista Andrew Colohan ed ha finora all’attivo il debutto “Everything & Nothing”, oltre a qualche EP e live album.
La seconda prova, “Monarch”, continua nel sentiero tracciato finora, rimanendo dalle parti di uno sludge/post-metal piuttosto classico, i cui modelli possono essere individuati nei mostri sacri Cult Of Luna, Amenra e Neurosis, con qualche screziatura che si avvicina addirittura ai Deftones o ai Tool e frangenti di puro nichilismo alla Crowbar. Come ci si potrebbe aspettare, i sei pezzi trasudano disperazione, come se fossero la via più logica per elaborare un immenso dolore. Riff ripetuti spesso allo sfinimento creano atmosfere claustrofobiche, nei crescendo di intensità tipici del genere, mentre la voce è un urlo dilaniante, fino a quando tutto sembra bloccarsi per stagnare in intermezzi pervasi da una tranquillità straniante; certamente l’obiettivo dei quattro non è chissà quale evoluzione musicale o sperimentazione, ma trasportare l’ascoltatore dall’oscurità alla luce, in un viaggio dal forte impatto emotivo e che necessita di concentrazione per essere vissuto appieno. Impressionante per profondità è “Hairstreak”, introdotta da una struggente melodia di pianoforte che diventerà il tema portante del brano, mentre i toni drammatici crescono fino a raggiungere un’intensità opprimente. “Gatekeeper”, con la sua chitarra sferzante ed un ritmo piuttosto sostenuto, è il momento più nero, mentre la struttura illusoria di “Pieris” sembra condurci verso una salvezza che, al contrario, non arriverà mai.
Ci sono ancora margini di crescita, ma il talento sembra quello giusto per emergere in un genere in cui la concorrenza è serrata.

TRACKLIST

  1. Red Admiral
  2. Hairstreak
  3. Swallowtail
  4. Comma
  5. Gatekeeper
  6. Pieris
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