REBELLION – A Tragedy In Steel Part II: Shakespeare’s King Lear

Pubblicato il 27/01/2018 da
voto
6.5
  • Band: REBELLION
  • Durata: 01:05:46
  • Disponibile dal: 26/01/2018
  • Etichetta: Massacre Records
  • Distributore: Audioglobe

I Rebellion tornano con un nuovo lavoro che nel titolo, “A Tragedy In Steel Part II: Shakespeare’s King Lear”, richiama palesemente quello del loro album d’esordio. In realtà, più che di una parte seconda, si tratta semplicemente della seconda volta in cui la band tedesca s’ispira ad un’opera di William Shakespeare, che nel primo caso era il “Macbeth”, mentre adesso è il “Re Lear”. I Rebellion scelgono dunque di mettere da parte argomenti storici (che invece sono stati di solito alla base dei loro album) per fare questo richiamo ai propri esordi, benchè in fondo non ce ne sarebbe stato poi neppure tanto bisogno, dato che la band tutto sommato è sempre rimasta legata ad uno stile che affonda le proprie radici nel sound dei Grave Digger e del power tedesco in generale. Il duo Geibig/Karut macina come sempre riff a ripetizione e la voce di Micheal Seifert è quanto mai bassa e roca, al punto da risultare persino sgraziata; per quanto concerne la sezione ritmica, si registra invece l’innesto dietro le pelli del nuovo batterista Tommy Telkemeyer. In realtà, è abbastanza prevedibile cosa aspettarsi dai Rebellion, la classica band che si sa cosa suona e dalla quale non si attendono particolari novità o originalità. Tendenzialmente il quintetto tedesco ha cercato di seguire a livello concettuale la storia alla base del “Re Lear” e in effetti ha saputo bene rendere l’idea di quello che voleva trasmettere; in più, sono stati inseriti spesso passaggi parlati con dialoghi legati alla trama – per la verità il più delle volte piuttosto tediosi. Bisogna tuttavia riconoscere come il gruppo abbia curato molto bene gli arrangiamenti e abbia cercato di introdurre anche qualche piccola variante per arricchire il sound: volendo fare qualche esempio, potremmo citare gli inserti di piano e hammond all’inizio di “Black Is The World” o l’assolo vagamente pinkfloydiano in “The Mad Shall Lead The Blind” o, ancora, gli archi di “Farewell”. In generale, “A Tragedy In Steel Part II” è dunque un disco che funziona bene, per quanto, inevitabilmente, tra i dodici brani presenti nella tracklist, ve ne sia qualcuno molto ben riuscito e qualche altro decisamente meno ispirato. Possiamo comunque dire che tracce come “Stand Up For Bastards”, “Storm And Tempest” o “Battle Song” (quest’ultima caratterizzata da un’intro maideniana), tra le altre, sono canzoni che riescono ad essere trascinanti e che possono invogliare all’ascolto di quest’ultima fatica di una band che porta avanti ormai da ben diciassette anni il proprio credo musicale con coerenza e passione.

TRACKLIST

  1. A Fool's Tale
  2. Dowerless Daughter
  3. Thankless Child
  4. Stand Up For Bastards
  5. Storm And Tempest
  6. Demons And Madness
  7. The Mad Shall Lead The Blind
  8. Black Is The World
  9. Battle Song
  10. Blood Against Blood
  11. Truth Shall Prevail
  12. Farewell
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