REBELLION – Arminius: Furor Teutonicus

Pubblicato il 11/11/2012 da
voto
5.5
  • Band: REBELLION
  • Durata: 00:59:27
  • Disponibile dal: 26/10/2012
  • Etichetta: Massacre Records
  • Distributore: Audioglobe

Non si può certo dire che i Rebellion siano una band di rilievo nella scena power teutonica, anzi, ma dalla fondazione nel 2001 a opera del chitarrista Uwe Lulis e del bassista Tomi Göttlich, entrambi ex-Grave Digger, la qualità delle loro pubblicazioni era via via migliorata. L’ultimo album “Arise” datato 2009 segnava infatti a nostro giudizio la più convincente e varia prova della band tedesca e lasciava ben sperare per il futuro. Poi un incidente in moto di Uwe Lulis con conseguente lungo periodo di guarigione e la sua separazione dal gruppo, seguito dal batterista Gerd Lücking e dalla chitarrista Simone Wenzel, ha messo tutto in discussione. Tomi Göttlich e il cantante Michael Seifert hanno però deciso di tenere in vita i Rebellion e con i nuovi Oliver Geibig e Stephan Karut alle chitarre e Matthias Karle alla batteria pubblicano ora “Arminius: Furor Teutonicus”. Il nuovo lavoro è ovviamente debitore del passato dei Rebellion e della matrice da cui il gruppo ha avuto origine, ossia i Grave Digger. Il cambio di formazione non ha dunque portato variazioni nella direzione stilistica della band, sempre orientata a un power epico, roccioso e aggressivo in cui domina il vocione roco di Michael Seifert. Quello che però fa storcere il naso è la qualità dei pezzi. Se “Arise” infatti spaziava discretamente tra bordate al limite del thrash, massicci mid tempo, episodi più lenti e sfuriate power in doppia cassa, questo album suona meno variegato e al di là di qualche pezzo convincente ad inizio e fine lavoro, soffre di una palpabile scarsa ispirazione. Tolti il sontuoso mid tempo d’apertura “Rest In Peace”, la battagliera, più veloce e molto Grave Digger, “Ala Germanica”, l’epica “Vae Victis” in cui spiccano belle melodie e un pregevole assolo e il lento finale “Requiem”, non resta molto. La parte centrale del disco è un susseguirsi di brani poco efficaci sia come riff, sia come ritornelli e praticamente nessuno di essi riesce ad indurci a premere di nuovo il tasto “play”. Spesso i refrain sono scontati o poco di presa e la sensazione è quella di una serie di piatti riempitivi incatenati l’uno dietro l’altro. Peccato perchè il concept basato sul condottiero Arminio e le battaglie delle popolazioni Germaniche contro il dominio Romano era una buona base per un lavoro che, vista la derivatività dai Grave Digger, non poteva certo essere granchè originale ma avrebbe potuto comunque accontentare i fan di queste sonorità. Invece, purtroppo, ci troviamo a bollare “Arminius: Furor Teutonicus” semplicemente come un disco trascurabile da parte di una band che ha perso il suo migliore compositore.

TRACKLIST

  1. Rest in Peace
  2. Ala Germanica
  3. Prince of the Cheruscer
  4. Dusk Awaiting Dawn
  5. Breeding Hate
  6. The Seeress Tower
  7. Varus
  8. The Tribes United
  9. Ghost of Freedom
  10. Furor Teutonicus
  11. Vae Victis
  12. Requiem
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