6.5
- Band: REBELLION
- Durata: 00:53:11
- Disponibile dal: 23/07/2021
- Etichetta:
- Massacre Records
- Distributore: Audioglobe
I tedeschi Rebellion – nati originariamente dai due ex-Grave Digger Uwe Lulis e Tomi Göttlich – calcano la scena da ormai un paio di decenni; un tempo abbastanza lungo condito da diverse release sempre dedite ad un heavy metal classico di scuola prettamente teutonica (gli stessi Grave Digger e Accept le principali ispirazioni). Questo nuovo “We Are The People” resta principalmente ancorato alle solite coordinate stilistiche dove la band si destreggia, potente e decisa, attraverso una dozzina di composizioni costruite sui riff possenti dei due axemen Fabrizio Costantino e Martin Giemza e la voce ruvida del frontman Michael Seifert, ma presenta anche qualche novità. Il nono studio album del gruppo tedesco è un concept dedicato alla Rivoluzione Francese che parte in pompa magna con l’impatto prorompente di “Risorgimento (Tear Down The Walls)” e della successiva “Liberté, Égalité, Fraternité”, passando per le atmosfere più oscure e cupe di “Vaterland” e “Shoa (It Could Have Been Me)”. Un po’ di aria fresca si respira durante alcuni passaggi maggiormente ricercati che presentano una struttura più dinamica, vedi la sofferta “All In Ruins”, chiaro segno di un lavoro attento in fase di songwriting. Ma quel che resta dall’ascolto è soprattutto il livello di aggressività, che rimane sempre elevato, anche grazie ad una produzione corposa e moderna. Esemplare a tal senso l’accoppiata formata dalle robuste ed energiche “Verdun” e “Ashes To Light”.
Apprezzabile lo sforzo della band nel cercare qualche nuova soluzione, ma manca sicuramente del coinvolgimento in almeno alcuni dei brani presenti durante la tracklist. “We Are The People” non è un disco essenziale, ma un’opera più che onesta per ogni amante del metallo di scuola teutonica.
