REBELLION – Wyrd Bið Ful Aræd – The History Of The Saxons

Pubblicato il 03/10/2015 da
voto
6.0
  • Band: REBELLION
  • Durata: 00:54:27
  • Disponibile dal: 25/09/2015
  • Etichetta: Massacre Records
  • Distributore: Audioglobe

Nati da una costola dei Grave Digger in seguito allo split da parte di Uwe Lulis e Tomi Göttlich, i Rebellion hanno resistito nel corso degli anni (ormai ne sono trascorsi già quattordici da quando si sono formati), realizzando diversi album e proponendosi come una sincera alternativa alla band di Chris Boltendahl. Soprattutto, però, va ricordata la loro decisione di proseguire anche dopo l’abbandono di Lulis,realizzando nel 2012 l’album “Arminius – Furor Teutonicus” e presentando adesso questo loro nuovo lavoro, intitolato “Wyrd Bið Ful Aræd – The History Of The Saxons”. Ancora una volta, Göttlich mostra dunque la sua predilezione per concept d’ispirazione storica: dopo album dedicati, in passato, ad esempio, appunto alle vicende di Arminius o ai Vichinghi (addirittura con una trilogia), è adesso la volta del popolo dei Sassoni, del quale i Rebellion narrano le origini, le credenze e le loro battaglie con i Franchi di Carlo Magno, protrattesi per circa un trentennio, sostanzialmente finchè non si convertirono al Cristianesimo. Dal punto di vista prettamente musicale, i Rebellion non si discostano dai loro canoni, manifestando come sempre una forte vicinanza ai Grave Digger, al punto che persino il cantante Michael Seifert si sforza di cantare con una voce roca, che ricordi quanto più possibile quella di Boltendahl. Fondamentalmente, le canzoni si basano comunque su un buon riffing e buoni assoli, per cui da questo punto di vista possiamo dire che i due axe-men Oliver Geibig e Stephan Karut se la cavano piuttosto bene. Il songwriting è, tutto sommato, abbastanza nella media e certo non siamo ai livelli dei migliori Grave Digger (per la verità, probabilmente, neanche dei migliori Rebellion): sicuramente si può apprezzare maggiormente la prima metà del disco, che vede peraltro la presenza di alcuni brani niente male come l’opener “Irminsul”, “Take To The Sea” e “Hengist”. Un po’ in calo, invece, la seconda metà della tracklist, che scorre via senza che si possa registrare alcunchè di particolarmente memorabile. Disco onesto, realizzato sicuramente con esperienza e professionalità.

TRACKLIST

  1. Irminsul
  2. God Of Mercy
  3. Sahsnotas
  4. Take To The Sea
  5. Hengist
  6. Runes Of Victory
  7. Slave Religion
  8. The Fall Of Irminsul
  9. Hail Donar
  10. Blood Court
  11. The Killing Goes On
  12. Wyrd Bið Ful Aræd
2 commenti
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