RED FANG – Murder The Mountains

Pubblicato il 03/05/2011 da
voto
5.5
  • Band: RED FANG
  • Durata: 00:41:54
  • Disponibile dal: 12/04/2011
  • Etichetta: Relapse Records
  • Distributore: Masterpiece

I Red Fang ci avevano incuriosito dopo la buona performance live a San Francisco in occasione del Metal Alliance Tour, ragion per cui siamo andati ad ascoltare “Murder The Mountains” con l’orecchio attento e accorto di chi cerca conferme. E invece il loro secondo album – stavolta per la Relapse – è di un piattume e di una noia totale, e conferma solo i dubbi e le paure iniziali. “Murder The Mountains” è un album fiacco e spompato a metà strada tra il southern metal dei Baroness nelle sue parti più ammiccanti, il wall of sound fangoso e imprevedibile (gli piacerebbe, più che altro) dei Melvins e il rock stonato e sognante tipico dei Seventies. La componente Baroness, per così dire, è il vero tombino in cui cade la band (e per la verità non sarebbe neanche l’unica) e il tentativo di riproporne il rock roccioso e psichedelico, insabbiato nel prog e nello sludge, fallisce miseramente in una manciata di canzoni anonime che non sono né carne né pesce e che non portano da nessuna parte, affidandosi insaziabilmente a linee vocali sempre uguali e inespressive che tentano di non sbilanciarsi troppo nel metallico per non perdere graffio e di non divagare troppo nell’ammiccante per non essere troppo poco metal. Le chitarre seguono le stesse pavide coordinate e la produzione pompata e slavata le tiene a bada abbastanza da non farle risultare troppo rudi e zozzone, quando invece è proprio questo ciò di cui avrebbero bisogno per far decollare quest’album, che al contrario vola basso dall’inizio alla fine. I Red Fang sono parte di una scena southern-metal spinta dalla Relapse che appare sempre più persa e smarrita (e di cui fa parte anche una nuova band Chiamata “Black Tusk”, sempre su Relapse, come a simboleggiare un’omogeneità ed un’omologazione sonora, e non solo, sempre più imbarazzante) le cui sorti sono sempre più in mano ai soliti Mastodon, Baroness, Kylesa e pochi altri. Avanti il prossimo.

TRACKLIST

  1. Malverde
  2. WiresHank Is Dead
  3. Dirt Wizard
  4. Throw Up
  5. Painted Parade
  6. Number Thirteen
  7. Into The Eye
  8. The Undertow
  9. Human Herd
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