RED ROT – Mal De Vivre

Pubblicato il 22/08/2022 da
voto
6.5
  • Band: RED ROT
  • Durata: 00:37:22
  • Disponibile dal: 26/08/2022
  • Etichetta:
  • Svart Records

Non si può affermare che manchi né la prolificità né la voglia di mettersi in gioco a Davide Tiso, un tempo mastermind degli eclettici Ephel Duath e da diversi anni impegnato su più fronti musicali, aventi in comune taglio avanguardistico, sperimentazione e concreta ferocia metal. Altro anno, altra entità, nuovo orizzonte sonoro allora, con il primo album dei Red Rot, nati nel 2020 in piena pandemia. Non ci è voluto molto perché dalle idee embrionali si passasse a fatti compiuti, rappresentati da questo primo album “Mal De Vivre”, scritto, registrato e mixato in pochi mesi, da ottobre 2020 a maggio 2021. Caratteristica dei progetti firmati da Tiso è quella di contornarsi di musicisti di prim’ordine, in questo caso a balzare agli occhi tra i crediti è la presenza di Luciano George Lorusso, cantante degli Ephel Duath per tre album, nel periodo probabilmente di maggior fulgore del progetto, ovvero comprensivo di “The Painter’s Palette”, “Pain Necessary To Know” e “Through My Dog’s Eyes”. Con Tiso alla chitarra, completano la formazione Ron Betrand alla batteria e Ian Baker al basso, a comporre un quartetto che mette la perizia strumentale al servizio di uno stile crudo, spezzettato e divagante il giusto nei meandri dell’extreme metal. Al netto di alcuni vocalizzi puliti, teatrali e melliflui – ben inseriti e meritevoli secondo noi di maggiore spazio – e sibilline dissonanze che si intromettono nei momenti più quieti, il grosso della proposta si concentra su un collage di death, thrash, (post) hardcore, con i singoli ingredienti a farsi largo a spallate e un’istintività pervasiva a dominare la scena.
La struttura della tracklist – diciassette tracce per trentasette minuti e spiccioli di musica – fa intuire il modo tormentato e frenetico con il quale la musica si dipana. Un assalto urgente ed essenziale, segnato da un modo di intendere i generi menzionati severamente tradizionale, laddove l’elemento di discontinuità con un approccio old school è rappresentato da come le sequenze chitarristiche e ritmiche si intervallano, dal dialogo tra selvaggia brutalità a presa rapida e pulsioni cerebrali e meno ortodosse. Con la bilancia a pendere comunque verso un incedere scattante, diretto, viscerale. Il costrutto filosofico dietro alle liriche, con richiami all’ampio concetto di male di vivere e a tematiche di devianza, disagio psicologico, rabbia, paranoia, non ci pare vadano a influire chissà quanto sul registro sonoro. Se infatti, concentrandosi su questi concetti nei testi, si ipotizzasse un tipo di musica particolarmente eccentrica e fuori dai canoni, si prenderebbe un forte abbaglio. Ci sembra piuttosto che i Red Rot ricerchino un interscambio con forme di metal estremo solidamente tradizionaliste, collocabili come influssi a una praticità tipicamente novantiana, massimo primi 2000.
Onestamente, per quanto il disco non scorra male, l’espressività della formazione non è ancora a livelli eclatanti. Le tracce di “Mal De Vivre” sono eccessivamente scarne e poco elaborate, si alzano di intensità quando compaiono frammenti meno esagitati e d’atmosfera, mentre sul piano della pura aggressione si conformano a registri frequentati da tanti, senza offrire né un impatto deflagrante, né una personalità accentuata. Ci sono certamente discrete basi da cui ripartire, e i musicisti qui all’opera hanno sicuramente i mezzi per produrre qualcosa di più meritevole, mentre al momento i Red Rot si confondono nella massa delle uscite di metal estremo che ogni mese inondano il mercato.

 

TRACKLIST

  1. Ashes
  2. Undeceased
  3. Near Disaster
  4. Everlasting Creature
  5. After the Funeral
  6. Alpha Predator
  7. Greatest Failure
  8. Behind the Secret
  9. Conversation with the Demon Dualism
  10. Emotional Neglect
  11. Gruesome Memento
  12. Dishonorably Discharged
  13. Maelstrom
  14. Dysmorphia
  15. Under Attack
  16. Peregrin
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