7.0
- Band: RED SUN
- Durata: 00:41:14
- Disponibile dal: 19/06/2026
- Etichetta:
- Subsound Records
Originari di Albone, un paesino tra Piacenza e gli Appennini Emiliani, i Red Sun sono un gruppo che ha sempre interpretato in modo personale una certa corrente stoner e che, con “Songs From Hidden Places”, si appresta a dare alle stampe il quarto lavoro della loro carriera.
Da terzetto formato da Stefano Dusi alla chitarra, Mirco Dugaria al basso e Federico Rivoli alla batteria e al synth, a partire dal 2025 – e rispetto ai precedenti dischi, quasi totalmente strumentali – con questa nuova uscita è entrata in formazione Elisa Brusati, già cantante dei milanesi Noema: questo cambio si nota anche nella scrittura dei brani, che ha reso meno marcata (ma non assente) la psichedelia, tratto invece distintivo dei capitoli precedenti (“Triosophy” e l’ultimo “From Sunset To Dawn” su tutti), in favore di un approccio più immediato.
In questo “Songs From Hidden Places”, infatti, ci sono brani più diretti, con alcuni tratti post-rock e riff granitici, ma soprattutto con digressioni space rock, come in “The Hidden Truth”, una delle tracce più riuscite grazie ai suoni che rimandano a infuocati deserti e ai dischi dei Kyuss. I luoghi nascosti a cui rimanda il titolo del nuovo album diventano quindi quelli in cui cercare riparo, nei quali rigenerarsi da tutte le difficoltà che si trovano lungo le peripezie della vita.
Le otto tracce che compongono l’ultimo disco dei Red Sun sono – a parte la conclusiva “The Secret Dope”, più vicina al post-rock dei Mogwai, alla psichedelia pura e alla produzione dei primi lavori – un misto tra lo stoner alla maniera dei Monster Magnet, la psichedelia alla maniera degli Unida e qualche licenza prog negli assoli, oltre a un cantato ruvido e basso. Un gran merito sull’evoluzione dei pezzi è dato dalla parte ritmica, con l’incedere cupo dei colpi di Federico e il tempo tenuto da Mirco.
Una nuova strada per la formazione piacentina, ora più strutturata con l’ingresso della parte vocale, ma cui manca forse quel guizzo ‘definitivo’ nei brani, quel pizzico di forma definita in più: molto potrebbero fare, ad esempio, le stesse improvvisazioni e i giochi musicali di Stefano, presenti nell’ultima traccia strumentale, se inseriti maggiormente anche nelle restanti canzoni, movimentando la scrittura di canzoni altrimenti troppo statiche, come “Sleeping Brain”.
Nonostante alcuni passaggi ritmici più farraginosi, ma addolciti dal synth, “Songs From Hidden Places” parte dalle colline piacentine e fa viaggiare fino alle pianure americane, tra rimandi sonori ad artisti come i Thin White Rope e atmosfere space e stoner.
Grazie anche alle molte esperienze sui palchi, con questa formazione siamo sicuri che i Red Sun sapranno sviluppare nuove idee ed esplorare nuovi orizzonti, proprio perché una buona base musicale è stata completata dall’inserimento della voce di Elisa Brusati.
