REDEMPTION – The Art Of Loss

Pubblicato il 15/03/2016 da
voto
7.0
  • Band: REDEMPTION
  • Durata: 01:15:57
  • Disponibile dal: 26/02/2016
  • Etichetta: Metal Blade Records
  • Distributore: Audioglobe

Le botte della vita spesso possono essere veramente violente e immancabilmente tendono a lasciare brutti lividi, una volta che il male passa e ci si rimette in carreggiata. Lo sanno purtroppo molto bene i Redemption, band che il destino o chi per lui non ne vuole proprio sapere di lasciare in pace: dopo la terribile neoplasia del sistema immunitario che ha colpito anni fa il compositore principale Nick Van Dyk,  il quintetto di Los Angeles si è infatti trovato sul finire del 2014 ad affrontare il più improvviso, ma parimenti drammatico, evento dell’anaeurisma cerebrale occorso al solista Bernie Versailles. Eventi pesanti, che se da un lato hanno segnato fortemente il songwriting dell’album precedente “This Mortal Coil”, a maggior ragione hanno pesato sul bilancio di questo “The Art Of Loss”; considerato soprattutto che il già citato Versailles è ancora in riabilitazione e non ha quindi partecipato al processo di composizione o registrazione di questo  lavoro. Per l’occasione il chitarrista americano è stato qui sostituito da guest veramente speciali quali Chris Poland, Marty Friedman, Chris Broderick e Simone Mularoni: un parco di asce davvero da capogiro, che ovviamente lascia però un impronta pesante sull’intero prodotto. Un prodotto tra l’altro che, è facile intuirlo, si distacca infatti un po’ dai passati lavori, se non dal punto di vista qualitativo, di sicuro da quello stilistico, con un approccio agli assoli, alle melodie e all’uso delle tastiere piuttosto inattesi. Sotto l’aspetto degli assoli, la cosa era in fondo pienamente prevedibile: i quattro big della chitarra chiamati a rimpiazzare Versailles hanno tutti stili e sound consolidati e ingombranti, che vengono qui riproposti senza filtro alcuno, creando uno strano effetto ‘compilation’ che poco ci aspettavamo. Per quanto riguarda però l’approccio più melodico e easylistening alle vocals (Ray Alder ci è sembrato poco ‘sforzato’ in molti frangenti) e il significativo aumento delle tastiere in fase di arrangiamento, dobbiamo ammettere di non essercelo per nulla aspettato. “The Art Of Loss” è infatti molto più accessibile e ‘semplice’ rispetto ai precedenti lavori, e in questo caso sembra prendere quasi una certa distanza dal progressive metal, che da sempre è la loro casa. I Dream Theater e i Fates Warning ora sono decisamente più lontani, come lontani risultano i migliori dischi della band come “The Fullness Of Time” o “Snowfall On Judgement Day”, mentre un approccio quasi più alla power/prog tricolore prende il controllo di alcuni pezzi quali “Center Of The Fire” o “That Golden Light”, ammantati appunto di melodie (comunque belle e azzeccate) che non ci saremmo aspettati e di un sottofondo avvertibile di malinconia e riflessione. Come dirvi se questo è un bene o un male? Beh, il voto in calce alla recensione vi testimonierà che, a nostro parere, questa maggior fruibilità del lavoro non è mal riuscita, ma bisogna anche fare i conti con una band che ha cambiato volto considerevolmente dagli ultimi lavori, e una buona percentuale di questo cambio non sia stata in effetti voluta, ma motivata dai violenti calci che questi poveri ragazzi hanno ricevuto dalla vita. A nostro parere, “The Art Of Loss” rimane un album ben fatto, superbamente confezionato e con buone prestazioni individuali dal punto di vista esecutivo, che il sette se lo merita tutto. Manca però di un suo filo logico, alle volte appunto quasi inesistente, e soffre la presenza di una suite conclusiva non all’altezza delle altre che accendevano il finale dei vecchi album. Senza quindi bocciare il prodotto, sul quale, lo ricordiamo, possiamo comunque sentire un grande Mularoni e ottime prestazioni anche da parte degli ex chitarristi dei Megadeth, speriamo comunque che si tratti di un album che riporti solamente l’impronta di un momento molto brutto. Secondo noi, i Redemption non hanno perso la loro identità: dovrebbero solamente concentrarsi di più sul ricordarsela.  Siamo sicuri che al prossimo album lo faranno.

TRACKLIST

  1. The Art of Loss
  2. Slouching Towards Bethlehem
  3. Damaged
  4. Hope Dies Last
  5. That Golden Light
  6. Thirty Silver
  7. The Center of the Fire
  8. Love Reign o’er Me
  9. At Day’s End
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