REEKING AURA – Blood and Bonemeal

Pubblicato il 01/08/2022 da
voto
7.0
  • Band: REEKING AURA
  • Durata: 00:33:39
  • Disponibile dal: 29/07/2022
  • Etichetta:
  • Profound Lore

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Nella desolazione di una arida campagna sorge una cascina dal volto trasandato che, al solo sguardo, trasmette un senso di disgusto. Questa storia sonora non si basa di certo su una dimora abbandonata ma piuttosto su colui che la abita: un custode raccapricciante che combatte ogni giorno contro i propri pensieri volgari e morbosi. È da questa guerra psicologica che nasce il concept album dei Reeking Aura intitolato “Blood and Bonemeal”. La band statunitense, formatasi due anni fa, vanta componenti (attuali ed ex) di Afterbirth, Artificial Brain, Coma Cluster Void, Grey Skies Fallen ed Unearthly Trance. Ci troviamo, dunque, al cospetto di musicisti certamente esperti, che, nel tempo, hanno saputo plasmare il death metal nelle diverse forme che lo contraddistinguono. La particolarità che caratterizza il sestetto di New York è la presenza di ben tre chitarre che, ovviamente, ricoprono un ruolo da protagoniste indiscusse in questo primo full-length, preceduto soltanto dall’EP “Beneath the Canopy of Compost” uscito nel 2020. “Blood and Bonemeal” è un album nel quale si risveglia lo spirito del death metal old school infettato da un doom virulento, capace di trasmettere al sound quel nitido senso di macabro. Sin dalla prima traccia “Remnant Of Obstinate Rank (Flooding Ratholes)”, i Reeking Aura mostrano i propri muscoli attraverso un suono denso e granitico trascinato dalla voce cavernosa di Will Smith, che manterrà la propria efficacia per tutta la durata del disco. Quello che però illumina la scena sono gli avvicendamenti continui tra le chitarre che disegnano un paesaggio di morte variopinto fatto di riff travolgenti ed assoli accattivanti, architettati per offrire maggiore dinamicità ad ogni singola canzone. Il death metal dei Reeking Aura, seppur violento, è ricco di arrangiamenti melodici facilmente assimilabili come nel caso di “Harvesting the Hatchet”: il brano più lungo del lotto si districa tra le pieghe melmose di un cervello malato nel quale ritmi psicotici si aggrovigliano a pulsanti riff che muoiono ingoiati dalle tristi note di un lento arpeggio di chitarra. La capacità di cambiare spesso le carte in tavola fa sì che l’attenzione dell’ascoltatore rimanga sempre viva: in “A Vegetative Mush…” la concentrazione viene scossa da una deflagrazione sonora davvero esaltante che riesce, per qualche attimo, a rievocare i Cattle Decapitation. “Blood and Bonemeal”, nel complesso, non è un album impeccabile, vengono a galla diverse somiglianze sonore tra i brani, ma ciò non toglie nulla alla superba godibilità che il platter riesce a trasmettere. Gli ultimi minuti di “Pyramid Shaped Plow/The Caretaker” riescono a far calare la notte su questo folle inferno lasciando che il suono soave di un sogno prenda il sopravvento su di esso. Con “Grublust” si chiude la porta di una realtà oscena che ognuno di noi non vorrebbe mai vedere ma che è parte di un mondo reale, tanto screziato quanto il death metal dei Reeking Aura.

TRACKLIST

  1. Remnant of Obstinate Rank (Flooding Ratholes)
  2. Blood and Bonemeal
  3. Seed the Size of a Spider’s Eye
  4. Harvesting the Hatchet
  5. A Vegetative Mush That Melts Among the Shelves Lined with Meats of Indeterminate Origin
  6. Pyramid Shaped Plow / The Caretaker
  7. Grublust
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