7.0
- Band: REFUSAL
- Durata: 00:35:41
- Disponibile dal: 06/06/2025
- Etichetta:
- Time To Kill Records
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I finlandesi Refusal, nonostante siano all’esordio sulle nostre pagine web, non sono una band di primissimo pelo: formatisi a Helsinki nel 2008, hanno all’attivo una discreta valanga di pubblicazioni ante-debutto sulla lunga distanza, nella più classica delle tradizioni delle band proponenti il loro genere d’appartenenza – grindcore fulminante con ovvi bagni in colate death metal e lievi sbandatine in certo groove-core più (diciamo così) moderno.
Napalm Death, Rotten Sound, Cripple Bastards, formazioni di tale risma sono le influenze principali dei Refusal, che dopo, appunto, una bella dose di demo, split ed EP vari, pubblicano solo nel 2016 il primo full “We Rot Within”, sorta di raccolta best-of di quanto edito fino ad allora; tre anni dopo arriva il meno riuscito “Epitome Of Void”, per poi far calare il silenzio sulle attività dei finnici durante tutto il periodo Covid e post-Covid; il cambio di cantante avvenuto nel 2023, Juhani Paasipohja per Niikka Lius, porta i Refusal ad inglobare maggiori influenze death metal e death-core, fornendo anche un (neanche troppo) vago rimando alla potenza di certe cose degli Heaven Shall Burn, ricordati anche dal timbro devastante del growl di Paasipohja, cantante che, se dal vivo devasta cose come su disco, è davvero tanto di guadagnato per i Nostri.
“Venomous Human Concept” è quindi il terzo full-length album del quintetto di Helsinki, baciato da una produzione ultra-bombastica che – strano ma vero – non dà troppo fastidio e rende giustizia alla ferocia dei riff della coppia Tero Pirhonen/Kalle Kuosmanen e alle mazzate senza confine della sezione ritmica composta da Timo Pirhonen al basso e da Aleksi Roitto alla batteria.
La tracklist, composta perfettamente da dieci tracce e lunga giusto quei trentacinque minuti utili a godersi appieno la musica proposta senza che questa inizi a diventare stantia e portare noia, si svolge in un unico flusso di bombardamenti sonori, tra accelerazioni in blastbeat, rallentamenti possenti e breaking riff da portare via la pelle. I Refusal non fanno prigionieri e, soprattutto se non ascoltate assiduamente il genere e ne siete ormai assuefatti, sanno come far divertire, ad esempio all’altezza di brani killer quali “Congregation Of The Eyeless”, “Insatiable God”, la title-track e “The Grip Tightens”.
Piace l’approccio leggermente più metal-core dell’opener “Scholar Of Perversion”, mentre quando i brani sforano i quattro minuti di durata la qualità dei Refusal tende a calare.
Fin qui parole abbastanza entusiastiche per questo “Venomous Human Concept”, parole che però non devono fuorviare su una realtà più di umile sostanza: il disco diverte molto e va giù benissimo, ma siamo sempre nei canoni di un genere dove l’inesplorato è già stato esplorato e l’asticella da raggiungere per sfornare capolavori è parecchio alta. Dunque promossi sì, ma volendo si può aggiungere solo un ‘+’ al voto che avete visto qua sopra. Molto bravi.
