7.5
- Band: REGARDE LES HOMMES TOMBER
- Durata: 00:42:23
- Disponibile dal: 19/09/2015
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Il cosiddetto “post” black metal è forse il suono che più sta affascinando le nuove generazioni underground in questo momento. Stiamo parlando di una formula ormai consolidata, che, prendendo le mosse dal parossismo e dalla cattiveria della nera arte e dall’ambigua e polivalente emanazione denominata “post” metal (o sludge), è riuscita a crearsi una propria nicchia e ad affermarsi quasi come un genere a sè stante. I francesi Regarde Les Hommes Tomber si collocano all’interno di questo panorama sonoro e, pur senza raggiungere le vette di Altar Of Plagues o dei connazionali The Great Old Ones, mettono in mostra una proposta che risulta subito tanto ben strutturata quanto intensa. Punto di forza: il puro e semplice songwriting, abbinato ad un’attitudine genuina ed irruente. Se le influenze e/o i colleghi dei ragazzi si concentrano maggiormente su lunghi intrecci strumentali e, di conseguenza, su composizioni quasi sempre piuttosto lunghe e articolate, il gruppo di Nantes sembra preferire un approccio più saettante: sì alle riflessioni, ma inserite in brani che di rado mollano la presa. Insomma, è l’aggressività la miccia: non mancano parentesi melodiche e un mood disperato (anche se non toccante quanto quello che erano in grado di concepire i vecchi Altar Of Plagues), ma le chitarre si fanno segnalare soprattutto per le loro traiettorie arrembanti e le potenti digressioni sludge, le quali lasciano presagire contesti live apocalittici. Sostanzialmente, una pioggia di urla, cenere e detriti, introdotta sibillinamente da “L’Exil” e poi esposta in tutto il suo rovinoso splendore con “A Sheep Among the Wolves” o “The Incandescent March”. Roba nuova? No. Tutto già fatto a suo tempo? Forse, ma in questa sede alcuni fattori fanno la differenza: la spontaneità, il dinamismo e la cieca determinazione della band, che, grazie a fluidi cambi di tempo e ad un riffing vivace, evita di ficcarsi in un vicolo cieco come gli ultimi Celeste. Sarà il caso di tenerla d’occhio da qui in poi.
