REGARDLESS OF ME – The World Within

Pubblicato il 05/11/2009 da
voto
7.0
  • Band: REGARDLESS OF ME
  • Durata: 00:46:58
  • Disponibile dal: 20/03/2009
  • Etichetta:
  • Locomotive Music
  • Distributore: Masterpiece

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I Regardless Of Me sono una giovane band meneghina che arriva all’esordio discografico con “The World Within”, stampato dalla spagnola Locomotive e breviario di diverse influenze musicali. Il gruppo, infatti, sceglie di arricchire il metal sinfonico e chitarristico di base con contaminazioni sempre diverse tra loro, cominciando dal thrash molto tecnico della iniziale “City Of Glass”, fino al pesantissimo intermezzo prog della conclusiva titletrack. In mezzo, una serie di pezzi non tutti egualmente memorabili, ma comunque ben scritti e prodotti, che possono contare come elemento di pregio sull’ottima voce di Pamela Manzo, vera sorpresa del disco e capace di passare da acuti incredibili a sentite interpretazioni emotive. Detto di “City Of Glass”, che fa assomigliare il gruppo a dei Mercenary in gonnella, lo stile cambia decisamente già dalla successiva “No One Cares”, brano molto più leggero, oseremmo dire commerciale, e figlio degli Eurythmics e del pop anni ottanta. Non sorprende che “Regardless” muti ancora, chiamando in causa il metal epico e un po’ gotico dei Within Temptation, e aggiungendo una piacevole parte di hammond. Continua la sfilza di citazioni o tributi: i Meshuggah sono l’idea alla base della parte centrale di “Wounded”, per il resto più tradizionalmente heavy e sinfonica; “The Counterfeiter” è uno strumentale orchestrale che si sviluppa fluidamente sopra un tappeto elettronico, “For Eternity” ha ancora vocals alla Within Temptation/The Gathering che si adagiano su una base electro e che prendono il volo nel salto di tono finale alla Stratovarius periodo “Dreamspace”; nella semi-ballad “The Morning Light” sembra di sentire influssi Paramore/Evanescence per la tonalità molto americana di Pamela, malgrado la canzone diventi più movimentata e metal nel finale. Emerge chiara la poliedricità di atmosfere che si è voluta cercare, ma il rischio maggiore è quello di snaturare il proprio sound e frammentarlo in troppe direzioni. Gli Ayreon potrebbero aver scritto “So Cold”, bagnata da un assolo fiume ma piuttosto anonima in verità, mentre l’inizio trip-hop di “Thy Nature”, accompagnato da uno sviluppo che chiama in causa gli Anathema di “A Natural Disaster”, non serve a fare della canzone più che un abbozzo. “The World Within” mette la parola fine al disco ed è la sua composizione più articolata, con schegge ancora di Evanescence, attacchi prog metal, tempi medi dilatati e scenari molto atmosferici. In definitiva, la creatura del chitarrista Emiliano Sicilia ha partorito un bel disco, a volte didascalico e fuorviante, ma con altrettanti pregi: vedi i buoni assoli di chitarra disseminati qui e là, la produzione perfetta e l’incredibile voce di Pamela. Dategli un ascolto.

TRACKLIST

  1. City Of Glass
  2. No One Cares
  3. Regardless
  4. Wounded
  5. The Counterfeiter
  6. For Eternity
  7. The Morning Light
  8. So Cold
  9. Thy Nature
  10. The World Within
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