REPLICANT – Malignant Reality

Pubblicato il 21/11/2021 da
voto
7.5
  • Band: REPLICANT
  • Durata: 00:48:37
  • Disponibile dal: 10/09/2021
  • Etichetta:
  • Transcending Obscurity

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I Replicant nascono nel 2014 in New Jersey e hanno all’attivo, oltre ad alcuni EP e split, l’album di debutto “Negative Life” del 2018, con il quale ottennero i primi timidi, buoni riscontri. A tre anni di distanza, e con qualche cambio di formazione, il terzetto torna alla carica con il nuovo “Malignant Reality”, che sembra stia facendo parlare di sé soprattutto dall’altra parte dell’oceano.
La domanda sorge spontanea: cos’hanno di particolare questi americani? La loro musica viene spesso descritta come ‘dissonant death metal’ e, al di là dell’ennesima etichetta che può lasciare il tempo che trova, la miscela che ci propongono non sarà niente di rivoluzionario ma è indiscutibilmente particolare: un death metal discretamente tecnico infarcito di suoni disturbanti e atmosfere allucinate. Le chitarre sono lo strumento su cui si basa principalmente questo suono, e continuano per tutta la durata del disco a sfornare riff stridenti che danno luogo ad un effetto straniante se non addirittura fastidioso. Il growl del cantante Mike Gonçalves può ricordare in certi momenti quello di Luc Lemay, mentre in altri cede il passo ad urla laceranti; tra l’altro, volendo citare delle influenze, proprio i Gorguts sembrano essere quella più evidente, insieme ai Demilich e agli Obscura. In questo marasma sonoro, gli statunitensi hanno un merito indiscusso, ossia quello di riuscire a mantenere sempre un certo equilibrio e, soprattutto, non perdere il groove necessario sconfinando nella noia: tutte le stramberie escogitate dal terzetto, infatti, sono comunque un contorno a un death metal che va dritto al punto, feroce e ‘ignorante’ quando deve esserlo e che sta in piedi anche da solo, tanto è lampante come, proprio nella fase di scrittura dei pezzi, sia netto il salto di qualità rispetto all’album d’esordio.
Pezzi come “Excess Womb” e “Chassis Of Deceit” sono veri e propri muri sonori, al limite del brutal death metal, mentre qua e là compaiono anche il theremin (“Caverns Of Insipid Reflection”) ed il violino (“The Ubiquity of Time”).
Forse l’hype generato è un po’ eccessivo, ma di sicuro siamo al cospetto di qualcosa di interessante: gli sviluppi futuri ci diranno se la fiducia sarà stata ben riposta.

TRACKLIST

  1. Caverns Of Insipid Reflection
  2. Relinquish The Self
  3. Excess Womb
  4. Death Curse
  5. Coerced To Be
  6. Rabid Future
  7. Chassis Of Deceit
  8. Dressed In Violence
  9. Ektoskull
  10. The Ubiquity Of Time
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