REPTILIAN – Perennial Void Traverse

Pubblicato il 27/04/2016 da
voto
7.5
  • Band: REPTILIAN
  • Durata: 00:44:15
  • Disponibile dal: 04/22/2016
  • Etichetta: Edged Circle Productions
  • Distributore:

La Norvegia si conferma fucina inesauribile di giovani act di talento, frequentanti ambiti sonori non per forza riconducibili a quanto eravamo abituati un tempo ad attenderci dalla terra dei fiordi. Infatti, sempre più spesso da queste fredde lande provengono assatanati manipoli di deathster e thrasher, tendenzialmente ancorati a un’interpretazione vintage e fervidamente ‘denim and leather’ dei sacri testi dell’estremismo sonoro. Nel caso dei Reptilian incocciamo con dei ragazzi poco più che ventenni, tra i quali abbiamo almeno una faccia nota, il cantante/chitarrista Cato Bakke, bassista degli Inculter. Proprio ripensando all’energico esordio di costoro, “Persisting Devolution”, percepiamo nei solchi di “Perennial Void Traverse” lo stesso spirito, quel senso di smodata enfasi distruttiva, ricerca dell’orrore e indole belligerante che distingue i gruppi esordienti da chi, con qualche anno d’esperienza in più sulle spalle, adotta un approccio più ragionato e meno istintivo. I Reptilian buttano nel medesimo calderone death, thrash, doom e un pizzico di caos mutuato dal black metal vecchia maniera, regalandoci un esordio davvero avvincente, mescolante becera violenza e ondivaga indole progressiva, morbosità sepolcrali e atrocità dissennate. La tracklist consta di sole sei tracce, aventi tutte quante una durata importante, con la sola “Possessed By The Eyes Of The Living God” a rimanere sotto i sette minuti, mentre tutte le altre sforano bellamente tale minutaggio. Dentro queste tempistiche la band sa muoversi disinvolta, approfittando del dualismo insito nella sua musica per concepire trame misteriose, angoscianti, che segnalano pericoli e ci fanno percepire il maligno sotto una forma subdola, nascosta, prima di gettarcelo in faccia con compiaciuto sadismo. Da un lato, i Nostri tratteggiano atmosfere non lontane da quelle dei Tribulation, insistendo però su melodie più sporche, rozze, che guardano al death/doom di grana grossa degli anni ’90 professato da Moondark e primissimi My Dying Bride. Le chitarre si aprono austeramente eleganti e minacciose, tendendosi allo spasimo su armonie dannate, drappeggianti una serie di arie sinistre che sarebbero state bene nella colonna sonora di un horror movie settantiano. Il rovescio della medaglia è rappresentato da fulminee eruzioni thrash che fanno cozzare l’uno contro l’altro Slayer, Possessed, Celtic Frost e Sodom, assieme a un pizzico dei primi Death e dei Pestilence meno progressivi. Temi tanto diversi sono tenuti assieme da un songwriting piacevolmente disordinato, che non segue alcuno schema preciso nell’alternare sfuriate blasfeme e secche funeree in cui la musica praticamente si ferma e solo un gorgogliante giro di basso o uno stridore chitarristico non la fanno sfumare nel silenzio assoluto. Ogni strumento risuona crudo, disadorno, i Reptilian affondano le radici nel metal estremo di venticinque anni fa e non hanno alcuna intenzione di smuoversi da quell’epoca, della quale sembrano in tutto e per tutto dei naturali eredi. Non vi è presenza di chorus ammiccanti, espedienti incantatori, solo un death metal scuro ma variopinto, che nelle escursioni più imprevedibili delle sei corde può anche ricordare i connazionali Execration, anche se qui i toni permangono più foschi e il riffing non osa le soluzioni avveniristiche degli autori di “Morbid Dimensions”. Resta il fatto che “Perennial Void Traverse” è un gran debutto, manna dal cielo per chi si nutre di old-school death metal ma gradisce inventiva e qualche stranezza. Consigliatissimo.

TRACKLIST

  1. Swamp
  2. Possessed by the Eyes of the Living God
  3. Cede to Celestial Providence
  4. Phantasm
  5. Cadaverous Creature
  6. Transmigration
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