7.5
- Band: REPULSIVE DISSECTION
- Durata: 00:33:09
- Disponibile dal: 01/10/2015
- Etichetta:
- Sevared Records
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Ancora musica parossistica e brutale sul vostro portale preferito, stavolta ad opera dell’act internazionale Repulsive Dissection, composto da musicisti sparsi in giro per il mondo ed appartenenti ad altre realtà di settore piuttosto influenti nel panorama death metal mondiale. Se il nome dell’ucraino Yura Kowalchuk, sorta di mastermind dell’intero progetto, potrebbe suonare nuovo ai più, sicuramente più riconoscibile è la presenza del ‘nostro’ Davide ‘BrutalDave’ Billia dietro le pelli in veste di session man, batterista incredibilmente prolifico ed attivo con alcune delle realtà death metal più in vista del momento, tra cui Hour Of Penance, Beheaded ed Antropofagus tra gli altri. Rispetto agli altri impegni che lo coinvolgono, i Repulsive Dissection ricoprono certamente il lato più selvaggio e, per certi versi, meno curato di tutti i suoi impegni, vista la natura ‘in your face’ di questo ultimo “Church Of The Five Precious Wounds” e delle canzoni in esso contenuto. I Deeds Of Flesh di Erik Lindmark potrebbero perfettamente rendere l’idea di cosa aspettarsi dal contenuto musicale di questo platter, incentrato su cambi di tempo abbastanza inattesi, bpm più che sostenuti ed un riffing decisamente fantasioso che sfrutta nell’arco della durata dell’album tutta la tastiera della chitarra, con un utilizzo molto marcato, soprattutto nelle prime battute, di fraseggi acuti e non solo abissali riff in palm-mute sui primi tasti dello strumento: una scelta questa che, seppur con qualche ‘svisata’ di troppo, caratterizza decisamente l’operato della band, capace sin da “Baptism (Nurtured In The Void)” di creare un accostamento melodia/violenza per niente disdicevole. Anche le strutture più distese di “Missionary (Proselytic Strangulation)” mettono in mostra avvincenti variazioni sul tema, mentre “Zealot (Power In The Blood)” esalta ai massimi livelli l’estro fantasioso e mordace delle sei corde di Kowalchuck, mai fiacco nelle soluzioni adoperate ed intelligente nel riservare ai brani centrali e finali alcune delle migliori soluzioni escogitate per variegare il songwriting (“Heretic”). Nonostante ogni singolo membro dei Repulsive Dissection abbia registrato per conto proprio le sue partiture, mixate insieme solamente in un secondo momento, il sound generale è coeso e ben amalgamato, la resa sonora è massiccia al punto giusto e l’esecuzione dei musicisti non sembra mostrare momenti di cedimento: in altre parole, “Church Of The Five Precious Wounds” sarà capace di far saltare sulla sedia chiunque si nutra quotidianamente di pane e technical brutal metal, senza far rimpiangere loro Severed Saviour, Insidious Decrepancy e tutta la scuola americana portabandiera di questo filone.
