7.0
- Band: REQUIEM (SWI)
- Durata: 00:36:47
- Disponibile dal: 25/06/2021
- Etichetta:
- Massacre Records
- Distributore: Audioglobe
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Non allarmatevi, i cerchi concentrici che ondeggiano all’interno della vostra pinta di birra sono solo il presagio ad una piacevole catastrofe sonora. Un terremoto che, dal 2001, si ripete ciclicamente ogni due, tre anni generando scosse rabbiose ed uno spudorato subbuglio. L’epicentro di questi sussulti si trova in Svizzera, patria dei deathster Requiem, la vera ed unica causa di tutto ciò. I Nostri, a tre anni dal precedente “Global Resistance Rising”, tornano a ruggire di rabbia, a far luce sull’attuale situazione globale in cui l’umanità è in procinto di annegare nei propri errori. La band, attraverso i testi, descrive un futuro non del tutto inimmaginabile: l’informazione, manipolata dai media corrotti, altera l’universo circostante nel quale il valore della vita tende, via via, a riflettersi sullo specchio dell’estinzione. La colonna sonora di questa realtà apocalittica non può che ribollire di un sano death metal esplosivo intitolato “Collapse Into Chaos”. Dodici brani che esaltano le capacità tecniche del quintetto elvetico, capace di galvanizzare l’ascoltatore attraverso vibranti riff ed un potente drumming ben calibrato. In poco più di mezz’ora la furia dei Requiem scompiglia i colori delle sonorità più ruvide, come fosse un cubo di Rubik irrisolto, il disco si appropria, così, di un caos decisamente elettrizzante. Il settimo sigillo della band certifica l’autenticità di un death metal old school ispirato a gruppi come Grave, Cannibal Corpse e Vader per citarne alcuni. I blastbeat irrefrenabili, le iniezioni di grindcore ed i lampi di thrash e crust-punk sono gli elementi che costituiscono una spaventosa voracità sonora. “Collapse Into Chaos” è un disco che difficilmente resta imbrigliato nelle corde della monotonia grazie alla sua versatilità dai tratti melodici che contraddistingue diverse tracce come la titletrack, ad esempio, gli intermezzi di “Fade Into Emptiness”, l’intro di “All Hail The New God” e la cupa “New World Dystopia”. Ad essere onesti questo è un compito senza errori, nulla di eccelso, nessun colpo di genio, ma, nonostante tutto, è un lavoro che arriva dritto al cuore, una freccia affilata che lacera la preda in pochi istanti. I Nostri dimostrano ancora una volta di essere maestri in questo, di essere abili armaioli dediti alla causa death metal. Ora che è passata la paura, ordinate un’altra birra e brindate al lieto ritorno dei Requiem!