RESTLESS SPIRIT – Afterimage

Pubblicato il 05/10/2023 da
voto
7.0
  • Band: RESTLESS SPIRIT
  • Durata: 00:38:33
  • Disponibile dal: 06/10/2023
  • Etichetta:
  • Magnetic Eye Records

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Quando un disco si fa ascoltare e riesce a spiegare il concept all’ascoltatore senza troppa pomposità e giri di parole, è sempre una cosa bella: poter semplicemente mettere un disco, schiacciare ‘play’ e via, perdersi in una quarantina di minuti esaltanti e che spiegano da sé quello che c’è da sapere. Questa nuova prova, la terza, dei Restless Spirit, ci dona un po’ di quella semplicità che dovrebbe avere l’heavy metal ogni tanto, facendo suonare le sue canzoni senza cercare di creare per forza un nuovo universo, semplicemente macinando riff al servizio di canzoni funzionanti e ben costruite.
Il metal del trio newyorkese resta debitore delle gesta di Mastodon, Black Sabbath, Type O Negative, ma si è costruito un suo modo di essere, lambendo confini vagamente stoner-sludge in alcune sortite, quando non doom, ma mantenendo una caratura prettamente heavy che, per fare qualche nome più recente, ci ha ricordato anche gente come i Khemmis. Esiste una sorta di afflato epico, all’interno di questo “Afterimage”, che nei suoi trentotto minuti si districa tra aperture gustose come l’opener “Marrow”, un pezzo che urla ‘metallo’ ad alta voce, qualche rallentamento sludgy (“Of Spirit And Form”), qualche accelerazione (“All Furies”) o nella chiusura ad opera di “From The Dust Returned”.
Il problema, se vogliamo, coi Restless Spirit, è nel mantenere alta la concentrazione anche a fondo dell’ascolto, nei padiglioni auricolari dell’ascoltatore più esigente, che, superato il primo impatto della fruizione più superficiale, piacevolissima, si trova magari ad alzare il sopracciglio dopo qualche giro sul lettore, dove alcuni brani mostrano un po’ il fianco a fronte di alcune strutture già sentite in altri lidi (la già citata “All Furies”, con un ponte sin troppo semplice e qualche passaggio farraginoso), o alcuni arrangiamenti che tendono a marcare per bene le distanze tra gli ispirati e i ben più dotati ispiratori; in questo senso, la sabbathiana “The Fatalist”, con l’ospitata di Wino dei The Obsessed, gira benissimo finché funziona, per poi perdere un po’ di luce passato lo stupore della prima volta. La cosa vale anche per “Hell’s Grasp”, melodica e ‘liquida’ quanto basta, ma incapace di non farci pensare ad altri gruppi.
Insomma, un disco mica brutto, anzi, nel complesso davvero piacevole, ma che forse brilla al meglio se ascoltato una volta ogni tanto – per godere dell’ispirato riffing nell’immediato, senza pensare troppo alla sua longevità – o se sperimentato dal vivo, sede in cui dovrebbe effettivamente funzionare moltissimo. Più che sufficiente, senza dubbio, ma lontanuccio dall’ottimo.

TRACKLIST

  1. Marrow
  2. Shadow Command
  3. Of Spirit and Form
  4. All Furies
  5. Brutalized
  6. The Fatalist
  7. Hell’s Grasp
  8. From the Dust Returned
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