REVEL IN FLESH – Deathevokation

Pubblicato il 31/03/2012 da
voto
6.0
  • Band: REVEL IN FLESH
  • Durata: 00:47:40
  • Disponibile dal: 20/03/2012
  • Etichetta: F.D.A. Rekotz
  • Distributore:

Nonostante chi scrive sia un grandissimo fan di certe sonorità old school death metal, ultimamente trova difficile esaltarsi per delle uscite di questo filone, che da qualche tempo è stato riscoperto da una vasta schiera di band vecchie e nuove. Non si può esattamente definire una moda, perchè i gruppi che aderiscono a questo stile – anche quelli più in vista – non possono certo vantare chissà quale seguito o successo commerciale, tuttavia è innegabile che il circuito underground stia venendo sempre più popolato da realtà che prendono esempio dai classici dei primi anni ’90, con il risultato che è facile imbattersi in pubblicazioni-fotocopia o in band che faticano a giustificare la loro esistenza con materiale di qualità. I tedeschi Revel In Flesh, ad esempio, già alle apparenze non fanno una grande impressione, con il monicker rubato da un classico degli Entombed e il titolo del loro debut album che è molto simile a quello di una delle primissime tracce dei Dismember. La lineup è composta da veterani del sottobosco tedesco (ex membri di Apophis e Immortal Rites), quindi, in questo caso, l’ostentare così tanto l’aderenza a certi modelli non è sinonimo di particolare maturità. La musica, tutto sommato, lascia invece il segno in maniera più favorevole, manifestandosi sottoforma di brani che, come prevedibile, fanno di tutto per uniformarsi al sound dei punti di riferimento, ma che tuttavia non presentano grossi difetti formali. Di certo, il gruppo non è ispirato e coinvolgente tanto quanto simili realtà come Undead Creep o Entrails, ma almeno dimostra di conoscere la materia a menadito e di saperla riproporre con dignità. L’opener “Culpa Et Inferna” è in effetti un gran bel pezzo, con la sua melodia evocativa a emergere in maniera quasi sublimale da una coltre di chitarre ruvidissime. Convicono meno, invece, certi episodi più diluiti, dove i Revel In Flesh superano anche i sei minuti di durata. Non avendo appunto il talento di altri loro coetanei, i Nostri avrebbero dovuto cercare di mantenere le loro composizioni entro certi limiti, puntando di più su impatto e orecchiabilità. “Deathevokation” invece a tratti pare un po’ strafare, con il risultato che a volte si arriva quasi a premere il tasto “skip”. I più fanatici tra i nostalgici potrebbero tuttavia gradire…

TRACKLIST

  1. Culpa Et Inferna
  2. Shadowbreeder
  3. Wings Of Death
  4. Iron Coffin
  5. Bloodfeast
  6. Slavish Obedience
  7. Opus Putrescence
  8. Black Paled Elegy
  9. Crowned in Darkness
  10. Subconcious Error
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