5.5
- Band: REVEL IN FLESH
- Durata: 00:42:43
- Disponibile dal: 12/04/2013
- Etichetta:
- F.D.A. Records
I cosiddetti completisti e tutti coloro che non riescono proprio a fare a meno di un po’ di death metal di matrice svedese in ogni loro giornata avranno magari di che gioire davanti al ritorno dei Revel In Flesh. Per tutti gli altri, invece, si prospettano sentimenti come noia o apatia. Il gruppo tedesco torna ad un anno esatto dal debut e lo fa con un lavoro che non cambia assolutamente le carte in tavola, presentandoci una nuova rilettura del classico swedish sound di vent’anni fa messa in atto da una formazione che tutto sommato non demerita, ma che, al tempo stesso, nemmeno brilla. In tanti citeranno i Dismember per inquadrare il quintetto – e non a torto – ma, dal canto nostro, siamo maggiormente inclini a vedere i Revel In Flesh come una sorta di fratellini minori dei connazionali Fleshcrawl, colti però nei loro momenti più standard. In un album come “Manifested Darkness” vige infatti un perenne senso di normalità: la band, come accennato, non è composta da incapaci, tuttavia permane la sensazione che il songwriting sia quello di una realtà di Serie B. Nulla si aggiunge e nulla si toglie ad un genere che ha dato tanto e che negli ultimi tempi è stato rivisitato in mille modi diversi. Per spiccare davvero in un filone come questo, sono semplicemente necessarie delle grandi canzoni e i Revel In Flesh, purtroppo per loro, non ne hanno molte nel loro repertorio. Più si ascolta “Manifested Darkness” e più si fa largo l’impressione che, anche nei suoi momenti più riusciti (“Deathmarch”, ad esempio), si tratti di un disco da sottofondo, che magari qualcuno riuscirà anche a gradire in quanto fanatico di determinate sonorità, ma che mai e poi mai potrà rivelarsi un’aggiunta realmente significativa all’eredità del genere o ad una qualsiasi collezione. Volete qualcosa su questa falsariga, attuale, ma più convincente? Buttatevi su Demonical, Revolting, Undead Creep o Bastard Priest senza pensarci troppo.
