REVEL IN FLESH – The Hour of the Avenger

Pubblicato il 01/12/2019 da
voto
7.0
  • Band: REVEL IN FLESH
  • Durata: 00:44:44
  • Disponibile dal: 06/12/2019
  • Etichetta: War Anthem Records
  • Distributore: Audioglobe

E’ da qualche anno che i Revel In Flesh mettono insieme canzoni di chiara matrice old school death metal sforzandosi al tempo stesso di staccarsi almeno un po’ dai soliti riferimenti. Per fortuna, non cambiano idea neanche con questo “The Hour of the Avenger”, nuova dichiarazione di intenti che unisce diverse loro passioni: il death metal di Dismember e vecchia compagnia scandinava e una vena melodica che a tratti rimanda a realtà un filo più evolute come gli Hypocrisy di Peter Tägtgren, gli Edge Of Sanity o i sottovalutati Desultory. Dopo il bel risultato di “Emissary of All Plagues”, il quintetto tedesco pure in questa occasione raggiunge l’obbiettivo prefissatosi piuttosto agevolmente, grazie in primis ad una scrittura concreta e scorrevole, che punta sull’essenzialità senza farsi ripetitiva o troppo telefonata. Rispetto alle opere di inizio carriera, i Revel In Flesh sembrano avere a tutti gli effetti più idee e più dinamismo: un semplice tributo ai grandi di Stoccolma li avrebbe spediti direttamente in una ipotetica zona retrocessione, mentre con questo stile parzialmente rinnovato i ragazzi tedeschi hanno trovato un’ispirazione più accattivante. La vera personalità sta ovviamente altrove nel panorama death metal, tuttavia i Revel In Flesh di oggi hanno tutte le carte in regola per compiacere coloro che in questo genere non storcono il naso davanti a frequenti punteggiature melodiche e un incedere battagliero. Le tracce contenute nel disco hanno ognuna un intreccio di riferimenti abbastanza cangiante, ma le più riuscite del lotto sono senz’altro quelle in cui la formazione opta per un mood più tetro, dimostrando di sapere miscelare con buona perizia la lezione di lavori come “Abducted”, “The Final Chapter” o “Purgatory Afterglow”. Possiamo così citare episodi come “Blood Oath”, “Sky Burial” o “The Nightbreed”, i quali, senza troppe pretese, riescono a fare passare momenti gradevolissimi toccando tutte le corde giuste. Rispetto a gregari come Deserted Fear, Baest o gli ultimi Demonical, siamo proprio su un altro pianeta, tanto che non possiamo che augurarci che il quintetto continui su questa strada, finendo magari per evitare del tutto certi tradizionalismi un po’ forzati o le solite cover di cattivo gusto (questa volta tocca a “Rock Out” dei Motörhead).

TRACKLIST

  1. The Hour of the Avenger
  2. My Trial
  3. Blood Oath
  4. The Nihilistic Nothingness
  5. Sky Burial
  6. Deathblow
  7. Pervitin Speed Kill
  8. The Wayfarer
  9. Skull Sacrifice
  10. The Nightbreed
  11. Rock Out (Motörhead cover)
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