7.0
- Band: REVERSED
- Durata: 00:33:42
- Disponibile dal: 24/05/2024
- Etichetta:
- Invictus Productions
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Giunge finalmente alla prova su disco la band di Vancouver, nata nell’ormai lontano 2015. I Reversed si sono presi il loro tempo, molto probabilmente in quanto side-project di membri di Spell, Auroch e Mitochondrion, i primi fautori del revival heavy metal che li vede protagonisti – insieme ai Cauldron – di questa scena canadese, gli altri due naviganti in acque più torbide e scure, a cavallo tra thrash, black e death metal.
Ed è proprio in quest’area grigia, ma dai contorni nerissimi, che prende vita e si muove la musica dei Reversed: niente di particolarmente originale o coraggioso, anzi; il periodo, lo sappiamo, è ricco di formazioni che guardano agli anni ‘80 (e ai primi ‘90), un’epoca letteralmente magica per l’allora nascente metal estremo, nella quale la divisione tra sottogeneri non c’era, o rispondeva comunque a canoni diversi e molto meno stringenti rispetto ai decenni successivi.
Se è vero che possiamo indubbiamente inserire questi ragazzi nel grosso calderone di gruppi che riprendono peculiarità (e clichè) del metal che fu, a cavallo tra primi Slayer, Kreator, Sodom, Bathory, Venom, Celtic Frost, Sarcófago e Possessed, è anche vero che il quartetto della Columbia britannica rivela alcune piccole sorprese, come le suadenti voci femminili che chiudono“Hungry Graves” con inaspettate melodie à la Ghost, e soprattutto una certa – non scontata – solidità.
Ce ne accorgiamo immediatamente grazie alla breve scheggia strumentale “Wildly Possessed”, sulfurea e minacciosa, che ci introduce alla velocissima “Maelstrom Juggernaut”, una mitragliata blackened thrash che si stempera momentaneamente in heavy metal oscuro e plumbeo. Sono proprio i toni particolarmente bassi a dare un tocco di particolarità al disco, che non cede mai nulla a quel lato più rock’n’roll e festaiolo che speed e thrash spesso mostrano, prendendo piuttosto dal death metal in termini di atmosfere.
Un altro ottimo brano è “Beneath Evil Eyes”, che incorpora qualcosa del sound cimiteriale e della complessità dei Mercyful Fate, in una riproposizione sicuramente più pesante, che guarda anche ai primi Tribulation. Un pezzo elegante, nel quale le due chitarre Perversed Reversor e Reversed Perversor (!) fanno pienamente bella mostra di sé, in un rincorrersi continuo.
L’intero disco in ogni caso scorre bene, rivelandosi sempre piacevole nonostante non presenti, in più frangenti, troppa varietà. Questo al momento è il principale limite dei Reversed, che crediamo abbiano ampiamente le capacità per superare, in futuro, senza per questo stravolgere sound ed attitudine.
Nel frattempo questo debutto si dimostra comunque un buonissimo concentrato di metallo nero, con diverse riuscitissime iniezioni di heavy classico, energico e ben suonato, e come tale vale almeno un ascolto. Da tenere d’occhio.
