RHAPSODY – Dawn Of Victory

Pubblicato il 11/09/2025 da
voto
8.5
  • Band: RHAPSODY
  • Durata: 00:49:31
  • Disponibile dal: 30/10/2000
  • Etichetta:
  • Limb Music

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“Legendary Tales” del 1997 e “Symphony Of Enchanted Lands” del 1998 hanno segnato indelebilmente la scena metal in generale, ma in particolare quella del symphonic power metal. Parliamo infatti di due pietre miliari che hanno ispirato decine e decine di band arrivate dopo, appassionato migliaia di fan in giro per il mondo e creato una sorta di nuovo sound capace di unire tematiche epiche, partiture orchestrali e sinfoniche – ispirate alle grandi opera della musica classica – e power metal europeo melodico, in particolare quello figlio di dischi come i due “Keeper Of The Seventh Keys” degli Helloween. Dopo il successo planetario di tali pubblicazioni e, finalmente, le prime apparizioni live, arrivate dopo una serie di problematiche iniziali legate alla difficoltà di riprodurre dal vivo delle composizioni molto complesse per un gruppo con poca esperienza, con un importante tour assieme a Stratovarius e Sonata Arctica (rimarrà leggendaria la data milanese al Palalido del 28 aprile del 2000), gli eroici e visionari Luca Turilli ed Alex Staropoli si ritrovarono con un grosso peso sulle spalle mentre si apprestavano a comporre i nuovi brani per il terzo capitolo della “Emerald Sword Saga”, storia fantasy scritta dallo stesso chitarrista triestino.

Le attese erano elevatissime, e ripetere la maestosità dei due capolavori precedenti era un’impresa davvero ostica. “Dawn Of Victory” – registrato ancora una volta ai Gate Studios e ai Pathway Studios di Wolfsburg in Germania, con la collaborazione di Sascha Paeth e Miro – non arriva probabilmente al livello dei suoi predecessori, ma è comunque da considerarsi un lavoro di eccelsa qualità, capace di confermare lo strabiliante estro compositivo del gruppo italiano ed entrando ben presto nei cuori dei tanti fan.
Lo fa principalmente grazie alla presenza di alcuni inni intramontabili, che i Rhapsody continuano tutt’oggi a riproporre dal vivo e che sono senza dubbio diventati dei veri e propri manifesti del power metal a 360 gradi. Parliamo innanzitutto di “Holy Thunderforce”, primo singolo pubblicato già presente nell’omonimo EP di tre brani dato alle stampe poco più di un mese prima: un terremotante up-tempo che cavalca un riff prorompente, esaltandosi su cori esplosivi ed epici che conquistano ai primi ascolti, sospinti dalla doppia cassa del nuovo arrivato Alex Holzwarth. L’altro brano, simbolo dei Rhapsody al pari di “Emerald Sword” (intramontabile pezzo che apriva il disco “Symphony Of Enchanted Lands”) è la title-track. Probabilmente non esiste un pezzo nella storia del power metal sinfonico che non abbia preso almeno un po’ spunto da questa canzone. La classica composizione dove tutto funziona alla perfezione; un sound travolgente, un ritornello che è impossibile non cantare – con un Fabio Lione ispiratissimo che alza i decibel delle sue corde vocali – e duelli stratosferici tra tastiere e chitarre.

Grazie anche a pezzi come questi, possiamo dire che in “Dawn Of Victory” la componente orchestrale e sinfonica – centrale nei precedenti dischi – venga messa in secondo piano a favore di una maggiore durezza. La sensazione è che la band abbia voluto puntare su delle sonorità più dirette, basate maggiormente sui riff aggressivi della chitarra di Turilli, forse anche per ottenere un sound più adatto ai live, risolvendo così i problemi che accompagnavano il gruppo in quegli anni. Prende inoltre più piede una componente folk che finora era rimasta in ombra. Un’aria più vivace che si respira in alcuni passaggi, come durante l’assolo di chitarra della stessa “Dawn Of Victory”, dove Luca Turilli disegna melodie scoppiettanti, o tra i violini briosi della successiva “Triumph For My Magic Steel”, pezzo intrigante e dai riflessi barocchi, ma soprattutto con il pezzo folk per antonomasia della band, ovvero “The Village Of Dwarves”, canzone fiabesca che sembra proprio accompagnarci in un villaggio di nani, danzando attorno ad un falò dopo un ricco banchetto.

L’epica power-song “Dargor, Shadowlord Of The Black Mountain” qui la ritroviamo in versione edit rispetto a quella contenuta nel già citato EP “Holy Thunderforce”. Vengono tagliate alcune orchestrazioni e narrazioni per tirare dritti, approfittando di un ritornello davvero maestoso. “The Last Winged Unicorn”, brano scritto in extremis durante le sessioni in studio, entra con decisione nella tracklist con un gran crescendo che esplode su un coro maestoso da accompagnare con tutto il fiato di chi sta all’ascolto e tastiere che costruiscono atmosfere gotiche. L’epicità del mid-tempo “The Bloody Rage Of The Titans” vuole omaggiare i Manowar, altra band seminale per Luca ed Alex, infine la classica suite finale, che stavolta risponde al nome di “The Mighty Ride Of The Firelord”, la quale – senza eccedere con parti strumentali ed orchestrali – rimane impressa grazie al cantato teatrale di Fabio, ai fenomenali cambi di tempo e atmosfera e ai cori imponenti.

La leggenda dei Rhapsody passa anche, se non soprattutto, attraverso “Dawn Of Victory”, disco straordinario, più potente e diretto rispetto agli esordi, che anche dopo un quarto di secolo riesce a trasmettere pathos ed esaltazione a livelli difficilmente pareggiabili.

TRACKLIST

  1. Lux Triumphans
  2. Dawn Of Victory
  3. Triumph For My Magic Steel
  4. The Village Of Dwarves
  5. Dargor, Shadowlord Of The Black Mountain
  6. The Bloody Rage Of The Titans
  7. Holy Thunderforce
  8. Trolls In The Dark
  9. The Last Winged Unicorn
  10. The Mighty Ride Of The Firelord
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