6.0
- Band: RHINO
- Durata: 48:36
- Disponibile dal: 13/02/2017
- Etichetta:
- Argonauta Records
- Distributore: Goodfellas
Giunti al secondo giro di boa i siciliani Rhino offrono ancora una volta il loro stoner desertico e impolverato che risuona ancora di grunge di primi Novanta à la Soundgarden e con quella che sembra essere una tonalità heavy anni Ottanta fatta di progressioni Judas Priest. Una lezione, questa, che ancora prima di venire accolta ed ascoltata passa attraverso una miriade di proposte identiche a se stesse che vanno a saturare quello del panorama di genere che ormai riempie le nuove proposte rock e metal negli ultimi anni che tendono al desert rock. C’è sicuramente da dire che è dura riuscire a dire la propria con così tanta concorrenza; oltretutto se, come nello specifico, il genere non richieda alcun tipo di necessaria sperimentazione o modifica al suo sound standard: fuzz, polvere, blues distorto e una manciata di dischi di Fu Manchu, Kyuss e Black Sabbath. Altrettanto indubbio che in “The Law Of Purity” (che inizia con una traccia di meno di un minuto con rumore, uccellini e cicale a nome “Intro”, di cui , sinceramente, stenta a capirsi l’utilità) non viene detto effettivamente né nulla di nuovo, né nulla di particolarmente significativo in nessuna direzione. Certo è che alcuni brani, come la title track e “Bursting Out” non sembrano certo disdegnare i fasti di un certo stoner fumanchesco con una buona dose di fuzzosità e retrogusto Unida, ma difficilmente si verrà catturati da un sound che risuona in altre decine e decine di band nascenti e non. Degno di menzione risulta il buon lavoro di basso di Frank ‘The Door’ e alcune linee ruvide di Frank ‘The Doc’, che sembrano dare quell’opportuno taglio personale che potrebbe essere il fattore x di una band come i Rhino, soprattutto quando si declinano sul lato più NWOBHM della seconda metà del disco. Ancora troppo poco, però, per poter veramente prestare attenzione ad una proposta che, per circostanze e contingenze varie, rimane vittima di una saturazione assolutamente pesante per quanto riguarda l’occhio di riguardo nei confronti di un album stoner come “The Law Of Purity” e per ciò che può renderlo degno di un certo fascino e interesse sopra le righe.
