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- Band: RING OF FIRE
- Durata:
- Disponibile dal: //2001
Nell’attesa del nuovo disco di Yngwie Malmsteen, signore idiscusso del metal neoclassico, possiamo gustarci tranquillamente il ritorno di uno dei suoi cantanti più apprezzati in assoluto: Mark Boals. I Ring OF Fire sono la prosecuzione dell’omonimo progetto che Boals fece uscire sotto suo nome e ci presentano un disco di metal dall spiccate influenze neoclassiche e progressive. Dal punto di vista tecnico, “The Orcale” è ineccepibile, forte di una line up di tutto rispetto che comprende Vitalij Kuprij (Artension) alle tastiere, il grande chitarrista George Bellas (Mogg/Way) e Virgil Donati, session drummer di grandissimo talento. L’ombra di Malmsteen aleggia per tutta la durata di questo disco, che prende spunti dalle prove più tecniche e dirette del chitarrista svedese, aggiungendo però interessantissimi stacchi progressive su cui la voce di Boals si impone potente e superba come sempre. Non è finita, infatti tra le tante influenze c’è posto anche per “Samurai”, pezzo orientaleggiante dalla forte atmosfera che saprà entusiasmare la maggior parte degli ascoltatori. Rispetto al disco d’esordio la produzione è notevolmente migliorata, merito di Neil Citron ed Erik Norlander (Lana Lane)dietro al banco di registrazione, nonostante non abbia ancora quella potenza sufficiente ed adeguata alla prestazioni di questicinque grandi musicisti. Altro piccolo difettuccio riscontrato è monotonia di certi pezzi, caratteristica però riscontrabile sul 90% dei dischi power metal, che spesso sembrano essere una minestra riscaldata di passaggi e fraseggi. Chi è impazzito con dischi tipo “Trilogy”, “Alchemy” e compagnia bella, non si deve assolutamente far scappare questo “The Oracle”, se non altro solo per i cinque mostri che ci suonano sopra, gli altri potranno vantarsi di aver un bel disco metal in più nei loro scaffali!
