RINGS OF SATURN – Dingir

Pubblicato il 05/02/2013 da
voto
5.5
  • Band: RINGS OF SATURN
  • Durata: 00:41:18
  • Disponibile dal: 28/10/2012
  • Etichetta: Unique Leader
  • Distributore:

Ecco a voi “Dingir”, il ritorno dei Rings Of Saturn, death metal band progressiva e californiana: a quanti avessero ascoltato il precedente “Embryonic Anomaly” diciamo subito che poco o niente è cambiato da quel lavoro, tanto da poter commentare quest’ultimo praticamente allo stesso modo. Per carità, i suoni sono un po’ meno puliti, l’atteggiamento è forse un pelo più progressivo e il numero dei breakdown (lascito di un passato “–core”) è pure diminuito, ma si tratta di connotati poco discriminanti: la “zuppa” rimane quella e da lì pare che non ci si schiodi, con tutti gli annessi e i connessi del caso. E’ chiaro che se in qualche modo li avete apprezzati, dovreste continuare anche con “Dingir”, diversamente sorvolerete. E’ altrettanto chiaro che a noi tocca fare un’analisi (impietosa) dei fatti: siamo particolarmente convinti, ad esempio, che non aver eliminato le ingenuità imputabili al primo disco sia discutibile, in quanto reputiamo che un musicista dovrebbe accorgersi della bruttezza oggettiva di certi effetti sonori computerizzati, tipo quelli inseriti nella titletrack; si dovrebbe, inoltre, evitare di infarcire una canzone di scale “avanti e indietro”, visto che ciò non la rende di certo migliore; ci sarebbe anche da chiedersi come mai, pur suonando death metal, non si riesce a trasmettere la minima sensazione di pericolosità. Se aggiungete, poi, che le canzoni si assomigliano tutte, almeno per determinati tratti (e specialmente per il discutibile approccio ritmico da Pro Tools), otterrete un quadro non molto invitante. Alla fine ci tocca pure dire che tutto questo è un peccato, perché qua e là qualche idea carina (riff particolarmente spigolosi, begli stop, uso efficace delle melodie, rallentamenti azzeccati) si sente, particolarmente nella seconda parte dell’album: quando si dà un peso meno rilevante a determinati artifizi, vengono fuori pezzi ascoltabili come “Hyperforms” e “Immaculate Order”. In definitiva, quindi, possiamo “concedere” pazienza e continuare ad aspettare che tutti gli aspetti collimino, però nel frattempo dobbiamo valutare questo lavoro non sufficiente.
PS: curiose le citazioni dei Rush più “spaziali” nell’ultimo pezzo (strumentale).

TRACKLIST

  1. Objective to Harvest
  2. Galactic Cleansing
  3. Shards Of Scorched Flesh
  4. Dingir
  5. Faces Imploding
  6. Peeling Arteries
  7. Hyperforms
  8. Fruitless Existence
  9. Immaculate Order
  10. Utopia
6 commenti
I commenti esprimono il punto di vista e le opinioni del proprio autore e non quelle dei membri dello staff di Metalitalia.com e dei moderatori eccetto i commenti inseriti dagli stessi. L'utente concorda di non inviare messaggi abusivi, osceni, diffamatori, di odio, minatori, sessuali o che possano in altro modo violare qualunque legge applicabile. Inserendo messaggi di questo tipo l'utente verrà immediatamente e permanentemente escluso. L'utente concorda che i moderatori di Metalitalia.com hanno il diritto di rimuovere, modificare, o chiudere argomenti qualora si ritenga necessario. La Redazione di Metalitalia.com invita ad un uso costruttivo dei commenti.