7.5
- Band: RIOT
- Durata: 00:55:04
- Disponibile dal: 31/10/2011
- Etichetta:
- SPV Records
- Distributore: Audioglobe
Spotify:
Apple Music non ancora disponibile
Dal lontano 1977, i Riot hanno indubbiamente scritto alcune delle pagine più belle ed importanti dell’heavy metal americano. La band guidata dall’inossidabile chitarrista Mark Reale ha subito una serie di cambi di line up che le hanno permesso di esplorare numerosi territori stilistici, pur mantenendo piuttosto elevata la qualità del songwriting in quasi tutti i full length. Da alcuni anni, molti fan bramavano una reunion con Tony Moore, uno dei cantanti più dotati ma sottovalutati del genere, che con la sua voce potente e squillante ha contribuito a generare ed impreziosire due mostri sonori come “Thundersteel” e “Privilege Of Power”. Il nuovo “Immortal Soul” dimostra di essere un lavoro solido e concreto, composto da canzoni di buona fattura che inevitabilmente latitano nell’effetto sorpresa, ma compiono il dovere di dare ai fan ciò che esattamente si aspettano. “Riot” e “Wings Are For Angels” potrebbero essere una perfetta colonna sonora di una folle corsa su un circuito automobilistico, essendo costruite su ritmiche terremotanti, incastrate all’interno del poderoso ma articolato riffing e delle incredibili linee vocali che mostrano in piena forma lo stato delle corde vocali di Moore. Pollice alto anche per “Still Your Man”, splendido anthem baciato da un riffing circolare e da un ritornello catchy e per il disimpegnato hard rock di “Whiskey Man”, che giocoforza richiama le chiassose scorribande della storica “Swords And Tequila”. Curiosamente, i Nostri sono riusciti ad incidere il capolavoro del disco con il sensuale mid tempo “Crawling”, esemplare nel fare propria ed attualizzare la lezione impartita dai Led Zeppelin e dai Rainbow. Nonostante la prestazione complessivamente impeccabile del team (con un plauso al mostruoso lavoro del batterista Bobby Jarzombek), lungo il percorso avvertiamo qualche cedimento in fase di scrittura che impedisce a “Immortal Soul” lo status di opera da tramandare ai posteri. Più precisamente ci riferiamo a “Insanity”, una cavalcata senza infamia e senza lode, penalizzata da linee vocali piuttosto scontate, mentre la title track si muove su coordinate più classicamente hard, fallendo l’obiettivo fondamentale di regalarci un ritornello memorabile. A conti fatti siamo convinti che, se l’attuale line up rimarrà invariata, avrà il tempo di limare le imperfezioni evidenziate in questa sede, per regalarci un altro capitolo imprescindibile targato Riot.
