RIOT – Thundersteel

Pubblicato il 21/06/2020 da
voto
10.0
  • Band: RIOT
  • Durata: 00:46:06
  • Disponibile dal: 22/06/1988
  • Etichetta: CBS Records
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Siamo sicuri sarà capitato molto spesso anche a voi di pensare ad un determinato artista, da tempo non più tra noi, per poi avvertire la presenza di una lacrima o due sul vostro volto. A prescindere dal genere e dallo strumento preferito, sono infatti parecchie quelle figure prematuramente scomparse che, anche dall’aldilà, continuano a risultare incredibilmente influenti per la formazione musicale di un elevato numero di ascoltatori. In questo caso, il nostro pensiero va ad un iconico chitarrista statunitense passato a miglior vita nel non così lontano 2012, leader di quella che molti considerano la prima heavy metal band ad aver gettato le basi per ciò che sarebbe diventato il power metal nel corso degli anni.
Diciamocelo, i Riot si possono considerare un vero e proprio mito immortale, e pur apprezzando molto quanto fatto negli ultimi anni da Don Van Stavern e compagni sfoggiando un nome parzialmente nuovo, bisogna ammettere che il tocco inconfondibile di Mark Reale non potrà mai essere sostituito, così come la verve compositiva rimasta scintillante per tutta la durata della sua illustre carriera. Tuttavia, sono in molti a ritenere “Thundersteel” il punto più alto mai toccato dalla formazione di New York, grazie soprattutto ad un’identità inconfondibile e perfettamente delineata all’interno di ogni singolo brano della tracklist, composta perlopiù da fomentanti mitragliate speed/power vecchia scuola, nel contempo cantabili e coinvolgenti, pur non mancando di momenti più cadenzati e toccanti. Anzi, si potrebbe dire che ogni estratto sia da annoverare come una vera e propria perla di luce eterna che, in maniera similare al Sole per Icaro, rappresenta quel punto irraggiungibile cui comunque ogni band analoga, dopo di loro, ha cercato e cercherà sempre di avvicinarsi. Dalla iniziale titletrack, passando per “Fight Or Fall” e “Sign Of The Crimson Storm”, fino ad arrivare a “Flight Of The Warrior” e “On Wings Of Eagles”, tutto ciò che compone il side A di questo capolavoro trasuda potenza e classe inimitabile; il tutto mantenendo un senso di coerenza che non accenna a tramutarsi in monotonia nemmeno per un solo secondo.
Per quanto riguarda il lato B c’è poco da dire, poiché dopo la comunque intoccabile “Johnny’s Back”, è sufficiente la semi-ballad “Bloodstreets” a mandare letteralmente al tappeto, oggi più che mai, ogni estimatore delle sonorità old-school, anche perché questa canzone rappresenta in un certo senso il brano-simbolo dello stesso Mark Reale e della sua mitica Gibson Les Paul nera. Fortunatamente, ci pensa “Run For Your Life” a rianimarci, anche in vista della lunga suite conclusiva “Buried Alive (Tell Tale Heart)” e del suo inizio interamente strumentale, altro elemento cardine di svariate produzioni heavy e power giunte successivamente.
La domanda, a questo punto, non può che essere: esiste davvero il concetto di perfezione associato alla musica? Probabilmente no, dal momento che con un po’ di impegno si può sempre trovare una critica fattibile, ma è anche vero che ciò che rende un album una leggenda è anche la componente emozionale che esso continua a suscitare, nonostante i trent’anni passati. E per chi scrive, quei ritornelli e quegli sfoggi vocali da parte di Tony Moore, abbinati ad un comparto strumentale inattaccabile, rappresentano la summa perfetta di ciò che l’heavy e il power metal alla vecchia maniera significano ancora oggi. Poiché è vero che, nello stesso anno, in Europa, stava uscendo sul mercato un certo “Keeper Of The Seven Keys Part II”, ad opera della più seminale tra le formazioni heavy/power del nostro continente, ma se volgiamo invece lo sguardo Oltreoceano ci accorgiamo di quanto la magia di questa musica fosse in grado di avvolgere ed illuminare letteralmente il mondo intero.
Concludiamo il momento nostalgia porgendo omaggio al più volte citato Mark Reale, sollevando un bicchiere di tequila verso il cielo, nella speranza che la sua guida possa continuare a essere fonte di ispirazione per tutte le band vogliose di dire la propria all’interno di una scena a volte controversa, ma oggettivamente sempre presente e ricca di potenziale. Cheers!

TRACKLIST

  1. Thundersteel
  2. Fight Or Fall
  3. Sign Of The Crimson Storm
  4. Flight Of The Warrior
  5. On Wings Of Eagles
  6. Johnny's Back
  7. Bloodstreets
  8. Run For Your Life
  9. Buried Alive (Tell Tale Heart)
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