7.0
- Band: RIPPER (CHILE)
- Durata: 00:20:06
- Disponibile dal: 30/09/2019
- Etichetta:
- Unspeakable Axe Records
Un ritorno dalla durata troppo breve, ma assolutamente convincente nei contenuti. I Ripper si rifanno vivi a tre anni di distanza dall’exploit di “Experiment of Existence” con un EP di cinque pezzi che li conferma tra le grandi promesse del panorama (techno) death-thrash. Ci aspettavamo un nuovo full-length dai ragazzi cileni, ma quanto offerto su “Sensory Stagnation” non è appunto da sottovalutare. La coerenza, la complessità, l’esperienza, l’autonomia creativa sono principi che qui la band fa tornare assolutamente centrali, con un lotto di brani che ribadiscono, sia a livello stilistico che attitudinale, i capisaldi della propria musica. Il gruppo sudamericano parte ancora una volta da un vorticoso death-thrash tanto old school nell’animo quanto ricco di sfumature, ma forse mai come questa volta si orienta su un tecnicismo maggiormente pronunciato, arrivando a realizzare il proprio lavoro più raffinato e arioso. Più Atheist che Kreator, in sintesi, senza però regredire nel virtuosismo più sterile. Le trame di chitarra e basso, sempre decisive per un gruppo come il loro, portano a momenti di autentico giubilo, come per la bellissima “The Unreal”, in cui il bassista Pablo Cortés immette la propria esorbitante personalità fra alcuni dei riff più penetranti del repertorio dei ragazzi. Rispetto alle prime opere, si nota una netta decelerazione a livello ritmico, ma ciò porta il riffing a godere di maggiore respiro e profondità, riuscendo spesso a farsi ricordare al primo ascolto e a caratterizzare meglio la canzone.
Proprio l’equilibrio tra tecnica e irruenza vecchia scuola calibrato dai Ripper è la cifra vincente di questo EP, che sa risultare dinamico e ricercato, ma che non si perde in inutili fronzoli o derive troppo pretenziose. Un lavoro in un certo senso rassicurante, nell’accezione migliore del termine: ci mostra come ci siano ancora band in grado di orchestrare strati di suoni e puntuali variazioni senza dimenticarsi del concetto di canzone.
