RIPPING CORPSE – Dreaming with the Dead

Pubblicato il 18/06/1991 da
voto
9.0
  • Band: RIPPING CORPSE
  • Durata: 00:34:21
  • Disponibile dal: 01/06/1991
  • Etichetta: Kraze
  • Distributore:

Spotify non ancora disponibile

Apple Music:

Erik Rutan. Un nome che riporta subito alla mente i Morbid Angel di “Domination” e “Gateways to Annihilation”, le progressioni lancinanti degli Hate Eternal o le rese sonore di Cannibal Corpse, Goatwhore e Soilent Green (fra gli altri). Un pilastro, sia nelle vesti di musicista che di produttore, della scena extreme metal americana degli ultimi trent’anni, con cui è praticamente inevitabile confrontarsi se appassionati di determinate sonorità. Quello che in molti ignorano o sottovalutano, però, è che prima di essere chiamato alla corte di Trey Azagthoth e venire di fatto lanciato ai piani alti della scena (posizione mai più abbandonata) il Nostro si era già messo in mostra in quella che può tranquillamente essere definita una delle migliori rappresentazioni dell’arte ibrida del death-thrash. Una meteora che in poco più di un lustro di attività – dal 1987 al 1993 – fece propri gli insegnamenti delle due scuole restituendone una visione parimenti chirurgica e dissennata, barbara e scrupolosa, sull’onda di un impeto giovanile a stento contenibile.
Originari del New Jersey, i Ripping Corpse nascono con il chiaro intento di omaggiare il filone thrash più intenso e violento di quel periodo – Dark Angel, Slayer, la compagine tedesca capeggiata da Mille Petrozza (e non potrebbe essere altrimenti, con un monicker del genere) – venendo però presto stregati dalle eruzioni di brutalità targate Death e Morbid Angel e guardando con sempre maggiore insistenza a certi stilemi. Così, una volta reclutato Rutan alla seconda chitarra per il demo “Glorious Depravity” del ’90, il gruppo decide di gettare la maschera e sposare definitivamente una proposta basata tanto su un “Darkness Descends” quanto su un “Altars of Madness”, la quale deflagrerà appieno l’anno successivo con il portentoso esordio “Dreaming with the Dead”. Licenziato dalla minuscola Kraze, il disco vede il quintetto districarsi in una giungla selvaggia di soluzioni in cui i confini tra generi si assottigliano e si spostano di continuo, una nebbia rosso sangue cala sugli occhi e un quoziente tecnico di prim’ordine viene piegato a istinti primitivi che reclamano anzitutto l’impatto; una danza di guerra che, scandita dallo screaming feroce ma mai eccessivo del frontman Scott Ruth, non si limita a puntare sulla velocità di esecuzione, orchestrando al contrario un assalto dinamico e variegato. Protagonista indiscussa della tracklist è la coppia d’asce, completata dal membro fondatore Shaune Kelley (poi visto in Dim Mak, Fleshed Consumed e in “Fury & Flames” dei succitati Hate Eternal) e responsabile di una performance semplicemente da infarto, fra colpi d’arma bianca, parti serratissime e break groovy di rara ignoranza (quello di “Rift of Hate” ricorda persino i Suffocation di “Effigy of the Forgotten”!). Il tutto, come già detto, senza che la frenesia di fondo metta in ombra la meticolosità e i vari giochi di incastro del songwriting, con la musica che un secondo prima omaggia il riffing velenoso di Durkin e quello dopo si lancia in una raffica di blast-beat memore di Sandoval.
Anche l’atmosfera, stradaiola e alimentata dalla tensione della vicina New York, non fa altro che conferire unicità al platter, penultima testimonianza discografica di un prodigio underground assolutamente da riscoprire. Dodici mesi più tardi arriva infatti l’EP “Industry”, poi, l’anno successivo, la chiamata dell’Angelo Morboso a Rutan per chiedergli di imbarcarsi nel tour di supporto a “Covenant”. Il resto, come si suol dire, è storia: di lì a breve i Ripping Corpse si sciolgono nell’indifferenza generale, raccogliendo pochissimo rispetto a quanto seminato ma lasciandosi alle spalle un capolavoro degno di stare sullo stesso piano di quelli di Demolition Hammer, Malevolent Creation e Sadus. E se qualcuno è scettico, episodi come “Beyond Humanity”, “Feeling Pleasure Through Pain”, “Deeper Demons” e “Seduction of the Innocent” sono qui apposta per farlo ricredere.

TRACKLIST

  1. Sweetness
  2. Dreaming with the Dead
  3. Anti God
  4. Glorious Depravity
  5. Beyond Humanity
  6. Feeling Pleasure Through Pain
  7. Through the Skin to the Soul
  8. Rift of Hate
  9. Deeper Demons
  10. Sickness of Will
  11. Chugging Pus
  12. Seduction of the Innocent
0 commenti
I commenti esprimono il punto di vista e le opinioni del proprio autore e non quelle dei membri dello staff di Metalitalia.com e dei moderatori eccetto i commenti inseriti dagli stessi. L'utente concorda di non inviare messaggi abusivi, osceni, diffamatori, di odio, minatori, sessuali o che possano in altro modo violare qualunque legge applicabile. Inserendo messaggi di questo tipo l'utente verrà immediatamente e permanentemente escluso. L'utente concorda che i moderatori di Metalitalia.com hanno il diritto di rimuovere, modificare, o chiudere argomenti qualora si ritenga necessario. La Redazione di Metalitalia.com invita ad un uso costruttivo dei commenti.