RISE OF THE NORTHSTAR – Chapter 4: Red Falcon Super Battle! Neo Paris War!!

Pubblicato il 18/12/2025 da
voto
7.5

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Attivi dal 2008, i francesi Rise Of The Northstar si sono fatti lentamente spazio con un concept super focalizzato – che musicalmente fonde hardcore, metal e hip hop – ed esteticamente e tematicamente copre la cultura street parigina e il mondo dei manga giapponesi, come si può intuire dal nome stesso del gruppo (“Fist of the North Star” è il titolo americano dell’opera Ken il Guerriero). La natura DIY e la forte volontà di mantenere il totale controllo creativo della propria creatura, dalla musica al merch ai video, è stata la prima causa della progressione abbastanza lenta della formazione, che dopo una serie di EP ha pubblicato tre album in studio a distanza di quattro/cinque anni, tempistiche davvero enormi per il frenetico mercato attuale.

Il quarto album in studio, “Chapter 4: Red Falcon Super Battle! Neo Paris War!!”, rompe questa ‘negativa’ abitudine, arrivando solamente un paio d’anni dopo “Showdown” e scegliendo la via dell’indipendenza totale anche a livello discografico, essendo edito dall’etichetta personale Kuromaku Corp e registrato e mixato negli studi di proprietà.
Nonostante l’inedita vicinanza col capitolo precedente, c’è una progressione nello stile sonoro del gruppo, sempre ispirato agli anni ’90 e ricco di ispirazioni e sfaccettature – potete sentire echi di Madball, Limp Bizkit e Body Count, quanto l’hardcore rap di Onyx, Suprême NTM e IAM – andando a stabilizzarsi su strutture costruite su riff e bounce ma incorporando in maniera più consistente melodie vocali, eseguite in maniera credibile da un Vithia sempre più consapevole dei propri mezzi, come nei ritornelli di “Neo Paris” e “Falcon”, o affidate all’ugola di ospiti illustri come Florent Salfati dei Landmvrks nella hit “Back 2 Basics”.

Chi apprezza il crossover troverà particolarmente soddisfacenti sia le parti strettamente rap che gli scratch inseriti qua e là, mentre chi è assetato di violenza apprezzerà le influenze Slipknot di “Pressure” e il successivo contributo bestiale di Aaron Matts dei Ten56. nell’incazzata “Nemesis”; chi invece cerca l’essenziale, troverà la sintesi perfetta in “A.I.R. Max”. Aumentano le parti urban/hip hop e aumenta anche il range di sapori che è possibile trovare nell’album, con il solito gusto e la solita confidenza nelle infinite citazioni e reference, che siano musicali, stilistiche o agli shōnen.

Come avrete capito, c’è davvero tutto quello che ci sia aspetta e tutto quello che i fan vogliono dai ROTNS, arrivando ai consueti incredibili livelli di swagger, nozionismo e maniacale cura dei dettagli: proprio per queste motivazioni, oltre al fatto che le band che fanno crossover al loro livello non ce ne sono in giro, Vithia Eva-B ed Air One (il nucleo core della band da sempre) giocano un campionato tutto loro, in cui intorno c’è praticamente terra bruciata e per il quale ogni tipo di valutazione può essere fatta quasi esclusivamente paragonando una nuova uscita a quelle passate. Con questi canoni, possiamo allineare “C4” sul livello dell’ultimo “Showdown”, considerando come unico difetto un leggero calo sul finale – citiamo il ritornello di “Solitary Homeboy” e un po’ di autocitazionismo sparso – in una raccolta comunque ben congegnata, con uno dei loro migliori singoli in assoluto (“Back 2 Basics”), e molto molto divertente soprattutto nelle riproposizioni live.

“You better deal with this”: i ROTNS continuano ad operare esclusivamente secondo i propri termini, seguendo la propria visione e ostentando un po’ di più il loro lato francese con i testi e le collaborazioni. In un mondo di fotocopie, resta un enorme, insostituibile, pregio.

 

TRACKLIST

  1. Turbo-Intro
  2. Payback
  3. Neo Paris
  4. Falcon
  5. Back 2 Basics (ft. Landmvrks)
  6. Under
  7. Pressure
  8. Nemesis (ft. Aaron Matts)
  9. A.I.R. Max
  10. Solitary Homeboy
  11. No Turning Back
  12. Desolation Hawk
  13. 75 Outro
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