RISING DARK – A World In Ruin

Pubblicato il 06/05/2016 da
voto
6.0
  • Band: RISING DARK
  • Durata: 00:44:30
  • Disponibile dal: 04/16/2016
  • Etichetta: White Tower Records
  • Distributore:

La cosa bella dell’avere ambizioni modeste e semplici è che poi, nel momento di esporre quelle che sono le proprie velleità artistiche (quale che sia il campo) si avrà per le mani sempre qualcosa che trasuda certo una genuina passione, un prodotto che tendevamo ad aspettarci esattamente così com’è ma proprio per questo non deludente aspettative che – anzi – non ci eravamo fatti. E quasi sempre, seppur nella sua semplicità, un risultato che non diremo dispiacerci, proprio perché entro certi ranghi, familiari quasi. L’ascolto del secondo full length dei ravennati Rising Dark si svolge un po’ così. Testament, Metallica e Megadeth ci dicevano, questo tipo di thrash ci ritroviamo; che, insomma, alla fine è roba che (ri)ascoltiamo da trent’anni e passa, alla quale si potrebbe anche dire ‘basta’, ma allo stesso tempo è qualcosa che continuiamo ad ascoltare senza lamentarci, anzi. Quindi, si, nei pezzi che compongono “A World in Ruin” ritroviamo decine di cose che sapevamo aspettarci sin dall’intro della title track che apre l’album, eppure il disco fila liscio che, quasi mai indigesto nei sui richiami alla band di Chuck Billy (“Dealing With Death” ma mica solo lei) così a quella di Mustaine (“Military Operation Slaughter”, “Plague”) eccetera eccetera. Ma attenzione, non è che la band giochi a fare da clone, bensì nel suo thrash ‘vecchio’ con qualche piccolo rimando alla vecchia cara NWOBHM (la finale, che più Eighties di così non si può, “Dreams Lost in War”, o “Karkinos”) riesce ad avere un modo di fare proprio, con qualche sfoggio di personalità in qualche parte strumentale e una certa autonomia soprattutto nella ‘regia’ dei brani. Anche la registrazione sembra ricercare quel tipo di sonorità che tanto ci erano piaciute quando le ascoltammo la prima volta (tanto che, ad esempio, ci dà fastidio sentire un “Ride The Lightning” con suoni puliti e a prezzi esorbitanti, oggi, ma questa è un’altra storia) e quello che sentiamo non è tanto che i Rising Dark abbiano deciso di confezionarci un disco nostalgico se non che nostalgici lo sono loro proprio. E questa cosa non può che piacerci. Certo, ai fini di giudizio non possiamo esimerci dal parlare di una band per appassionati di thrash americano della prima ora e da vedere fondamentalmente live, dimensione nella quale – siamo certi – i ragazzi spaccano tutto; e in questo caso faranno decisamente al caso vostro. Per quanto al disco, si ascolta che è con piacere, sì, ma lì ci fermiamo.

TRACKLIST

  1. The Aftermath
  2. A World in Ruin
  3. Plague
  4. Dealing with Death
  5. Military Operation Slaughter
  6. The Great Race of Yith
  7. The Shadow of Time
  8. Karkinos
  9. Teotihuacan
  10. Dreams Lost in War
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