RITI OCCULTI – Riti Occulti

Pubblicato il 14/02/2015 da
voto
8.0
  • Band: RITI OCCULTI
  • Durata: 00:48:42
  • Disponibile dal: 23/02/2015
  • Etichetta: Nordavind Records
  • Distributore:

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La portoghese Nordavind Records è andata a ripsecare nientemeno che il debut dei Riti Occulti, un piccolo gioiello di arte satanica, che mescola black metal, doom e psichedelia. L’atmosfera cupa e morbosa che pervade le sette tracce è ricca di tutta quella tetra decadenza tipica di tutto ciò che si vena di esoterismo nel nostro paese. Vengono in mente i Goblin e l’horror italiano anni Settanta/Ottanta (quello di Bava, Fulci e Soavi, per intenderci) ed anche la componente stoner della band rimanda a quel periodo, dalla tastiera di Luciano che, invece di giocare facilmente coi bassi, ci perfora i timpani con le alte frequenze, alla voce di Serena e di Elisabetta che tra scream e linee pulite creano un connubio inquietante ed affascinante, fino alla scelta – assolutamente estrema e controtendenza – di non avere chitarre, ma solo un basso iper-distorto che crea potenza e, in contraltare alle tastiere, è praticamente amelodico. Forse l’apice dell’intero disco è “I Am Nobody”: l’apertura con la voce di Charles Manson e le voci che si alternano, mentre il basso continua a creare un frastuono ipnotico ed ammaliante fino ad un break assolutamente spiazzante a metà, tutto contribuisce a generare un senso di inquietudine e di alienazione. C’è una vena di follia quando riprende la voce cantilenante di Elisabetta, che ci trasporta in un vortice nero e desolato, ci accompagna e ci abbandona ad essere nuovamente assaliti dallo scream di Serena. Comunque questo è solo il pezzo dove l’amalgama dei Riti Occulti riesce meglio, ma ogni traccia è sullo stesso tenore: un opprimente e massacrante incedere che vuole farci male, ci graffia con la distorsione del basso, a volte talmente estrema da risultare quasi cacofonica, ci lascia spiragli di follia con il clean singing e la tastiera e ci ricolpisce con lo scream, come se ci invitasse a scegliere di che morte morire. Il debut dei Riti Occulti che, a suo tempo (stiamo parlando di un disco di quasi tre anni fa) fu un piccolo caso, un cimelio per pochi fortunati, oggi ritorna disponibile. Che dire ? Se avete perso l’occasione la prima volta, non commettete ora lo stesso errore; questo disco rasenta davvero il capolavoro e trascende i generi; chiunque ami la musica inquietante e maligna (che sia metal, dark ambient, noise, musica sperimentale o qualunque altra cosa) non deve assolutamente lasciarsi scappare questo disco, un vero e proprio monumento all’occulto, al male ed all’ombra.

TRACKLIST

  1. It's All Grey
  2. Revelation
  3. I'm Nobody
  4. Alcyone
  5. Desert Of Soul
  6. Bitter Awakening
  7. Never A Joy
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