RITUAL CARNAGE – Every Nerve Alive

Pubblicato il 13/12/2000 da
voto
7.5
  • Band: RITUAL CARNAGE
  • Durata: 00:43:25
  • Disponibile dal: -/-/2000
  • Etichetta:
  • Osmose Productions
  • Distributore: Audioglobe
Streaming non ancora disponibile

La critica che è sempre stata mossa ai Ritual Carnage è quella di essere una sorta di tribute band, che non fa altro che riproporre in maniera pedissequa la musica dei gruppi che l’hanno influenzata. E ciò è innegabile: per rendersene conto basta ascoltare l’opener “Awaiting To Kill”, che non fa assolutamente niente per rinnegare la fascinazione dei giapponesi per “Hell Awaits”: il cantato, le ritmiche, i riff, un po’ tutto ricorda in maniera piuttosto ingombrante la band di Tom Araya. Quest’accusa di aver costruito i propri pezzi sulla scia degli Slayer ha sempre rappresentato un limite per la formazione di Tokyo che, dopo un esordio molto più vicino al death, si è totalmente consegnata al thrash anni ’80, soprattutto quello americano. Ma, per gli appassionati del genere, il risultato è più che degno di nota, ed in particolare questo “Every Nerve Alive”, per quanto fuori tempo massimo lo si possa considerare, è una discreta mazzata; inoltre, essendo un disco nato con uno spirito già, per così dire, ‘revivalistico’, ascoltandolo a oltre vent’anni dalla sua pubblicazione non si può neanche affermare che sia invecchiato male. Il focus principale è la velocità di esecuzione, con pezzi furiosi, basati su riff robusti e infarciti di assoli, grazie all’ottimo lavoro alle chitarre di Kenichi Koide, iperattivo musicista all’opera con diverse band giapponesi e rinominato non a caso Eddie Van Koide per il suo virtuosismo; la sezione ritmica è di primo piano, anche se il basso in fase di mix non ha di certo guadagnato una posizione di rilievo; la voce di Danny Carnage, unico americano in formazione, pur non facendo gridare al miracolo, è un buon esempio di cantato thrash nel senso più classico del termine. Tutto suona meravigliosamente old school, studiato alla perfezione per fare headbanging, eppure, nella derivatività di base, non mancano i pezzi in cui vengono messe in mostra delle capacità compositive non indifferenti: “Escape The Light” parte con le chitarre acustiche, passa dagli Iron Maiden e propone un cantato che ricorda i Metallica periodo “Load”, prima di esplodere in un thrash cadenzato. “Burning Red Burn, ‘Til Death” è il pezzo con il suono più moderno, addirittura con dei momenti alla Slipknot (il cui omonimo esordio, giova ricordarlo, era antecedente di circa un anno). Altrove, per esempio in “Dai Hachi Jigoku (8th Great Hell)”, il punto di riferimento sembrano essere i primi Sepultura.
“Every Nerve Alive” non sarà un capolavoro assoluto, ma sicuramente tre quarti d’ora di musica che fa ‘scapocciare’ senza sosta.

TRACKLIST

  1. Awaiting The Kill
  2. Dai Hachi Jigoku (8th Great Hell)
  3. Death, Judgement, Fate
  4. Burning Red, Burning 'Til Death
  5. End Of An Ace
  6. World Wide War
  7. Scars Of Battle
  8. Every Nerve Alive
  9. The Wrath
  10. Escape From The Light
  11. Far East Aggressors
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