6.0
- Band: RITUAL CARNAGE
- Durata: 00:35:09
- Disponibile dal: 20/06/2005
- Etichetta:
- Osmose Productions
- Distributore: Audioglobe
I nippo-americani Ritual Carnage ritornano a proporci il loro thrashmetal profondamente ottantiano. Dopo un esordio prettamente death qualefu “The Highest Law” i nostri hanno cambiato rotta, dapprima con “EveryNerve Alive” e poi, definitivamente, con “The Birth Of Tragedy”. Questonuovo “I, Infidel”, non fa altro che confermare l’amore della band pergli Anthrax di “Among The Living” e “State Of Euphoria” e per iForbidden di “Forbidden Evil”. Rispetto al suo predecessore poi, alivello di line up, il singer Dan Montgomery, qui rinominato DannyCarnage, non si occupa più del basso, lasciandone l’incombenza alla newentry Hiroyuki Ishizawa. Per quanto concerne il lato prettamentemusicale si diceva che non c’erano novità rilevanti nel sound deiRitual Carnage, ma solo una maggior accentuazione del lato ottantianodella loro proposta. Basta far partire uno qualsiasi dei dieci brani(due sono semplici intermezzi) che compongono il platter per renderseneconto: sezione ritmica a palla, chitarre taglienti e propense al guitarsolo, tempi molto veloci e una voce che ricorda Joey Belladonna e RussAnderson, sempre con una tonalità rialzata di un’ottava rispetto altimbro dei due singer sopra citati. Probabilmente i ragazzi avrebberopotuto osare di più dal punto di vista compositivo, ma la smania diriproporre fedelmente, quasi filologicamente, un genere di musica invoga quasi vent’anni fa, ha tarpato loro le ali. I thrasher di certoesulteranno per questo “I, Infidel”, ma, dopo reiterati ascolti, sicapisce che manca ancora qualcosa ai brani: quel qualcosa è la varietàdel songwriting, oltre ad un pizzico di orecchiabilità in più. Di certoi Ritual Carnage non saranno mai all’altezza né degli Anthrax, chequesto sound hanno contribuito a forgiarlo, né dei Forbidden (il loro“Forbidden Evil” è uno dei massimi esempi del thrash made in USA), ma,se solo avessero rischiato qualcosa in più, l’album sarebbe uscitomolto, ma molto, meglio. Solo per nostalgici.
