7.0
- Band: RITUAL OF REBIRTH
- Durata: 00:49:55
- Disponibile dal: 14/05/2008
- Etichetta:
- Nadir Music
- Distributore: Masterpiece
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Formatisi nel lontano 1998, i Ritual of Rebirth potevano vantare tuttavia finora all’attivo un solo mini-CD datato 2003: questo almeno fino ad oggi, dato che finalmente grazie all’interessamento della Nadir Records di Tommy Talamanca (qui presente anche in veste di produttore) viene rilasciato “Ethical Disillusion”, opera prima del quintetto genovese che dimostra da subito di aver già raggiunto un buon livello di maturità. Considerata la storia decennale della band e la militanza dei suoi membri in altre importanti realtà della scena ligure (il cantante Ale è anche bassista dei The Famili, side project dei Sadist, mentre il chitarrista e mastermind Fabio mette a dura prova le proprie corde vocali dietro al microfono dei Nerve) era lecito aspettarsi un debut album dotato di una certa personalità, ma i nostri si spingono ben oltre: pur partendo da solide basi death/thrashcore la varietà di stili messa in mostra tra i solchi del platter in esame è infatti tale da trascendere ogni facile catalogazione, al punto che anche termini di paragone importanti e a loro volta imprevedibili come i Meshuggah o i già citati Sadist riescono solo in parte ad inquadrare la proposta musicale dei nostri. Per una volta quindi meglio evitare di ricorrere ad etichette che lasciano il tempo che trovano e, approfittando della lodevole iniziativa messa in atto dalla band di rendere disponibile gratuitamente sul sito Web la propria musica, lasciare che sia la musica stessa a parlare, specie se quest’ultima si rivela portatrice di ottime argomentazioni quali quelle che permeano canzoni come “The Japanese Syndrome”, “Compromise Does Fail” e “Toy” oppure ancora, passando al versante più melodico, le più ariose “Disconnected”, “Desire” e “Last Pulse”. Se non fosse che ci troviamo di fronte ad una colata di metallo fumante potremmo concludere dicendo che i nostri riescono nell’intento di portare la proverbiale ventata d’aria fresca all’interno dell’affollata scena tricolore, ma, metereologia a parte, la sostanza non cambia: a dieci anni dalla fondazione della band il rituale della rinascita può dirsi finalmente compiuto, sarebbe ora un vero un peccato ignorarlo.
