RITUALIZATION – Sacraments to the Sons of the Abyss

Pubblicato il 08/02/2017 da
voto
7.0
  • Band: RITUALIZATION
  • Durata: 00:45:00
  • Disponibile dal: 03/02/2017
  • Etichetta:
  • Iron Bonehead Prod.

Spotify non ancora disponibile

Apple Music non ancora disponibile

Con i Ritualization torniamo a scandagliare i cunicoli più luridi e bui dell’underground francese. Una scena che ha già dato i natali a gente come Antaeus, Hell Militia, Necrowretch e Temple of Baal, immersa in uno stato perpetuo di follia omicida in cui l’unica lingua parlata è quella del sangue, della violenza scriteriata, ben lungi dal frenare i propri impulsi o dallo smettere di vomitare nuove realtà. Licenziato dalla ‘solita’ Iron Bonehead, “Sacraments to the Sons of the Abyss” è la prima prova sulla lunga distanza per il quintetto di Orléans, e nei suoi tre quarti d’ora di durata ci mette in contatto con una band dallo stile indiscutibilmente ruvido e rétro, ma che a differenza di tante altre formazioni old school non sembra interessata a copiare/omaggiare i vari “Left Hand Path” e “Mortal Throne of Nazarene”. Come nel caso dei suddetti Necrowretch, il death metal dei Nostri risente fortemente dell’influenza di certo black e speed thrash, con ritmiche forsennate e deraglianti, linee vocali a dir poco invasate (molto più vicine allo screaming che al growling) e un lavoro di chitarra che guarda alle barbarie di Angelcorpse, Grotesque e Merciless, per una tracklist di dieci episodi che definire bestiale sarebbe quanto meno eufemistico. Nessuna resa, nessun compromesso: a dispetto di un minutaggio piuttosto corposo (il quale lascerebbe presagire una certa varietà ritmica), i brani suonano in tutto e per tutto come dei treni lanciati a folle velocità verso l’Armageddon, all’insegna di un’attitudine ‘trve’ più che mai ostentata. Certo, i Ritualization non possiedono ancora i riff e l’inventiva degli autori dell’imminente “Satanic Slavery”, finendo spesso e volentieri per ripetersi a livello di strutture e arrangiamenti, ma non per questo il loro arsenale risulta meno affilato e letale. Tracce come “The Graveyard Coven”, “Revealed in Terror” o “Morbid Magick Stigmata” sono qui a dimostrarlo.

TRACKLIST

  1. Conjuration of the Howling Depths (Intro)
  2. Last Rites to the Damned
  3. Genesis to Your Curse
  4. Herald of Betrayal
  5. The Graveyard Coven
  6. Beneath the Sepulchre
  7. Revealed in Terror
  8. Morbid Magick Stigmata
  9. Heretics
  10. Ashes Pouring from the Chalice (Outro)
0 commenti
I commenti esprimono il punto di vista e le opinioni del proprio autore e non quelle dei membri dello staff di Metalitalia.com e dei moderatori eccetto i commenti inseriti dagli stessi. L'utente concorda di non inviare messaggi abusivi, osceni, diffamatori, di odio, minatori, sessuali o che possano in altro modo violare qualunque legge applicabile. Inserendo messaggi di questo tipo l'utente verrà immediatamente e permanentemente escluso. L'utente concorda che i moderatori di Metalitalia.com hanno il diritto di rimuovere, modificare, o chiudere argomenti qualora si ritenga necessario. La Redazione di Metalitalia.com invita ad un uso costruttivo dei commenti.