RITUALIZER – Blood Oaths

Pubblicato il 09/02/2019 da
voto
7.5
  • Band: RITUALIZER
  • Durata: 00:21:35
  • Disponibile dal: 29/11/2018
  • Etichetta:
  • Distributore:

Provengono da New York, i Ritualizer; se ci avessero detto che arrivavano dalla periferia inglese di quasi quarant’anni fa, sarebbe stato più credibile. Quattro musicisti già abbastanza navigati, con trascorsi in altre band statunitensi non proprio sulla bocca di tutti, si presentano con un interessante EP, grintoso compendio di sonorità classic metal genuine, fragorose, per nulla furbette. Quasi ci sorprende l’attacco impetuoso della titletrack, che sembra riandare alla fonte primigenia di questi suoni, sparandoci addosso riff e melodie profumati di vecchia Inghilterra, un misto di Saxon, Angel Witch e primi Iron Maiden. Un brano che ci prende alla gola, viaggia veloce e spiritato, trascinato dalla voce ispida e magnetica della brava singer PJ Berlinghof. Le atmosfere stregonesche emergono non appena i ritmi rallentano e la cantante può dare sfogo alle sue tonalità ombrose, evocando le seduzioni malefiche di una Jex Thoth o di Elizabeth Blackwell dei Castle. Ma è nell’assalto smodato, in una carica metallica insopprimibile e incontrollabile che i Ritualizer hanno la loro ragione d’essere, forti di una sezione ritmica dinamitarda e di un chitarrismo che non si limita al banale citazionismo e assesta efficaci colpi emotivi.
In “Haunted”, come il titolo fa presagire, i sentori di oltretomba si fanno ancora più persistenti, oppressivi, le cadenze doom buttano miasmi lugubri nell’aria e l’ombra lunga dei Mercyful Fate inghiotte l’ascoltatore. Le qualità dei Ritualizer diventano qui ancor più manifeste, i break melodici e il dondolarsi ondivago impreziosiscono la traccia, in cui le inflessioni malefiche della voce fanno la parte del leone. “Night Terrors” svela un’altra faccia ancora della band, che si rilassa un poco e dà vigore alle doti interpretative della sua cantante; la melodia portante è molto marcata, virata al malinconico, si odono anche echi dell’epic metal americano underground, un modo di porsi ruvido e pieno di sentimento, emanato da personaggi come gli Slough Feg o i Manilla Road. Il refrain va a ricordare un’epoca nella quale non di rado il metal, per quanto possente e suonato a volumi altissimi, si faceva tentare da melodie cantabili e quasi radiofoniche. Una cosa molto ‘americana’, che non stride assolutamente in un contesto votato al metal puro e retrò, affrontato con apertura mentale e desiderio di creare qualcosa che possa sopravvivere alla prova del tempo. Un ep d’esordio molto convincente.

TRACKLIST

  1. Blood Oaths
  2. Haunted
  3. Night Terrors
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