6.5
- Band: RIVER CITY REBELS
- Durata: 00:40:03
- Disponibile dal: 21/09/2004
- Etichetta:
- Victory Records
- Distributore: Venus
Nell’era in cui la maggior parte delle rock e metal band si prendono sin troppo sul serio, curando molto l’immagine tra truculenti face painting, crocifissi (preferibilmente di latta o ferro) esposti in svariate posizioni e infiniti problemi esistenziali, i River City Rebels si presentano con una copertina che ritrae tre generose fanciulle intente a fare una fellatio al fortunato singer Bopper. Chiaramente avete già intuito che si tratta di volgarissimo punk rock’n’roll – che sostanzialmente richiama l’operato di New York Dolls, The Clash e Hanoi Rocks – sputato fuori dalle casse senza troppi fronzoli con il puro scopo di farci divertire. I due chitarristi macinano incessantemente riff elementari ed energici, supportati dal continuo martellare di basso e batteria e da pregevoli inserti di sassofono, trombone (!) e hammond. Il melodico arpeggio di chitarra sovrapposto al tappeto di archi e hammond ci presenta l’opener “Hurt Like A Do”, la quale risulta un episodio a sé stante nel contesto essendo una canzone pregna di malinconia. La title track è pura adrenalina, cosi come “Cloudy Times”, song basata su un dinamico guitar work di matrice boogie rock’n’roll che richiama palesemente i primi Ac/Dc. “I’m So Vain” rimarca l’atmosfera festaiola che si respira nei solchi di questo lavoro e “Dreamy 17” si rivela vincente grazie all’irresistibile fusione di chitarre, fiati e vocals sguaiate ma dannatamente melodiche. Inoltre, i ragazzi trovano il tempo di omaggiare il rock’n’roll più classico con “Her New Man” e di scrivere una deliziosa ballad che risponde al nome di “Bloody April”, che conclude un lavoro di poche pretese artistiche ma che può costituire un’ideale colonna sonora di un selvaggio party a base di alcool e ragazze.
