RIVERS OF NIHIL – Rivers Of Nihil

Pubblicato il 26/05/2025 da
voto
7.0
  • Band: RIVERS OF NIHIL
  • Durata: 00:50:14
  • Disponibile dal: 30/05/2025
  • Etichetta:
  • Metal Blade Records

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Un album intitolato con il proprio nome è di solito un passo importante per la band che lo pubblica, e rappresenta un punto fermo in cui i musicisti credono in modo particolare, oppure una nuova fase di una carriera: “Rivers Of Nihil” non fa eccezione.
Il gruppo americano, infatti, dopo sedici anni e quattro dischi, torna con una formazione profondamente rinnovata, che vede l’ingresso di Andy Thomas (Black Crown Initiate) alla chitarra ed alla voce – compito quest’ultimo condiviso con il bassista Adam Biggs ed il batterista Jared Klein – a causa dell’abbandono del cantante Jake Dieffenbach e del chitarrista Jon Topore nel 2022, e sembra voler mostrare al mondo il peso specifico del disco e della line-up attuale all’interno di una discografia già ottima. Brody Uttley, l’altro membro fondatore dei Rivers Of Nihil, conferma come questo sforzo di rafforzare la propria identità in un momento di assestamento sia stato un fattore decisivo nella scrittura di questi nuovi pezzi, che definisce: “La perfetta miscela dei nostri dischi passati, con tutto il grasso eliminato“.
Le parole a caldo di un artista che descrive l’opera appena sfornata sono spesso da prendere con le pinze e, in questo caso, collimano con la realtà solo in parte: è vero che pezzi tecnici come “Dustman” o “Criminals” rimandano agli album degli esordi mentre altrove, ad esempio in “The Sub-Orbital Blues”, ci si avvicina maggiormente alla ricercatezza progressive death metal del periodo “The Work”, ma non si può liquidare la nuova uscita con ‘mero’ un paragone col passato.
Come sempre non mancano il coraggio, la perizia strumentale e tantomeno quell’innata capacità di coniugare il lato più fisico e brutale con quello più cerebrale, ma la componente melodica questa volta occupa uno spazio maggiore ed il rinnovo totale del comparto vocale lascia inevitabilmente il segno, con un utilizzo più ampio della voce pulita. Soprattutto, però, si nota la voglia di scrivere pezzi ad ampio respiro, che si esprime in diverse direzioni: “Despair Church”, con il sassofono dell’ormai quasi membro fisso Patrick Corona, il crescendo della malinconica “Water & Time”, nella quale è chiaro il tentativo – riuscito – di scrivere un ritornello memorabile, oppure la title-track che, al contrario, suona incompiuta, come portatrice di un potenziale inespresso.
Non solo death metal, ma anche pennellate di elettronica, jazz e qualche divagazione nu-metal, invero non molto a fuoco, ma brani come “House Of Light”, una sorta di riassunto di tutto il disco con un occhio al miglior Devin Townsend, o la viscerale “The Logical End” non fanno prigionieri.
Definire “Rivers Of Nihil” un disco di passaggio è ingeneroso: è vero che ci sono momenti che riprendono in maniera decisa ciò che è venuto prima, ma è anche evidente che i cambiamenti avvenuti hanno introdotto nuovi fattori che con il tempo saranno ulteriormente rielaborati. Un nuovo punto di partenza, con molti squarci di classe, qualche perdonabile indecisione ma soprattutto diversi spunti interessanti per il prossimo futuro.

TRACKLIST

  1. The Sub-Orbital Blues
  2. Dustman
  3. Criminals
  4. Despair Church
  5. Water & Time
  6. House Of Light
  7. Evidence
  8. American Death
  9. The Logical End
  10. Rivers Of Nihil
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