RIVERSIDE – Wasteland

Pubblicato il 02/10/2018 da
voto
8.0
  • Band: RIVERSIDE
  • Durata: 00:50:49
  • Disponibile dal: 28/09/2018
  • Etichetta: Inside Out
  • Distributore: Sony

L’unico vero filo conduttore della carriera dei Riverside è l’originalità di vedute, l’assenza di consuetudini, richiami evidenti a stilemi che possano diventare stucchevole abitudine. La band di Mariusz Duda ha dovuto fare i conti con la scomparsa del chitarrista Piotr Grudziński, mancato improvvisamente a febbraio 2016, circostanza che ha spinto i musicisti polacchi a interrogarsi sul futuro e decidere come la vita dei Riverside potesse proseguire. I progster di Varsavia sono rimasti formalmente un trio, nonostante per i live si trasformino in quartetto con l’ingresso alla seconda chitarra di Maciej Meller, che nel nuovo “Wasteland” si occupa anche di diversi assoli (durante “Acid Rain”, “Guardian Angel”, “The Struggle For Survival”, “River Down Below”). Il grosso della composizione, come in passato, è affidato all’ispirazione del cantante/chitarrista, principale artefice di un parziale cambio di rotta, seppure non manchino analogie con il precedente, stupendo, “Love, Fear And The Time Machine”.
Si inserisce allora nel solco della continuità il massiccio utilizzo di chitarre acustiche, anche se il clima complessivo è qui differente; se nel precedente full-length non era raro imbattersi in squarci di somma soavità e una leggerezza eterea poteva scorrere serena, in “Wasteland” i registri intimisti, preponderanti, si tingono di colori più scuri. Ciò avviene per dare conto musicalmente di tematiche testuali post-apocalittiche, direttamente ispirate a “The Road” di Corman McCarthy e dai videogiochi della serie “Fallout”. Non potevano mancare, mediati da riferimenti lirici più ampi e non così diretti, rimandi allo stato d’animo di Duda e compagni nell’elaborazione del lutto per la morte del loro amico e collega Grudziński e sulla necessità di sfogare i propri sentimenti, prima di riprendere il proprio cammino. Sentendosi in una fase di ripartenza, di nuova vita, ai Riverside è venuto naturale riannodare i fili della memoria e rapportarsi direttamente al secondo album della loro carriera, “Second Life Syndrome”, che, tramite il passaggio su InsideOut, permise un effettivo sdoganamento del gruppo verso i cultori del progressive rock/metal.
Ritorna, a brevi ma incisivi tratti, una verve metal assai ammansita di recente; le chitarre, quando utilizzate a piena distorsione, hanno una forza d’urto non indifferente e consentono aperture trascinanti e nel solco del miglior prog metal, come accade in “Acid Rain” o nella malinconia sferzante di “Vale Of Tears”, dotata di un refrain che mozza il respiro. E se sono degni di nota, aggiunte deliziose gli struggenti ricami di violino, aggressivi e stimolanti fervida immaginazione le estrose invenzioni di sintetizzatori di Michał Łapaj, impegnato a spennellare di sfumature inedite le canzoni con il rhodes piano, il theremin (in “Wasteland”), l’hammond, a far fremere il cuore è il modo toccante con cui i Riverside giocano coi sentimenti. Nelle ballate elettroacustiche, affrontate da Duda alla maniera di un menestrello moderno, si evidenziano una sensibilità e un tatto da brividi, che possono avere un umore morbidamente consolatorio (“River Down Below” e “Guardian Angel”), oppure un pathos palpitante, come nelle parvenze morriconiane della titletrack (Duda ha dichiaratamente attinto per questo disco alle soundtrack dei film western), brano a più facce che espande il lato sperimentale e avveniristico della musica dei polacchi.
L’intrecciarsi del pianoforte ai caldi e bassi vocalizzi di Duda in “The Night Before” – da non ascoltare in fasi di sconvolgimento emotivo, pena un pianto liberatorio – spiega meglio di qualsiasi lungo discorso la classe in punta di piedi del trio, che messo alla prova dal destino ha reagito come meglio non avrebbe potuto, sfornando un altro album di eccellente valore. Da ascoltare e assimilare con calma, “Wasteland”, mai come stavolta i Riverside chiedono impegno e dedizione: sapranno ripagarvi con gli interessi.

TRACKLIST

  1. The Day After
  2. Acid Rain
  3. Vale Of Tears
  4. Guardian Angel
  5. Lament
  6. The Struggle For Survival
  7. River Down Below
  8. Wasteland
  9. The Night Before
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