ROINE STOLT – Wall Street Voodoo

Pubblicato il 16/12/2005 da
voto
6.5
  • Band: ROINE STOLT
  • Durata: 01:55:04
  • Disponibile dal: 16/12/2005
  • Etichetta: Inside Out
  • Distributore: Audioglobe

Roine Stolt è davvero un personaggio infaticabile, uno di quegli artisti che, se anche si rompesse un braccio, si farebbe incorporare un plettro nel gesso per poter continuare a suonare. Il chitarrista svedese, infatti, non pago di suonare in gruppi di fama già collaudata (The Flower Kings, Transatlantic e Kaipa) e delle numerose collaborazioni (tra cui ricordiamo la più recente, nel nuovo “?” di Neal Morse), riesce a dare alle stampe un nuovo disco solista, addirittura doppio. “Wall Street Voodoo”, infatti, staccandosi dal background più tipicamente progressive di Roine Stolt, nasce dall’amore dell’artista nei confronti della musica blues e del rock a cavallo tra gli anni ’60 e ’70. Si percepisce durante l’ascolto il desiderio del chitarrista di divertire e di divertirsi, semplicemente suonando quegli stili che hanno segnato la sua crescita artistica. Troviamo, quindi, brani sfaccettati e dalle molteplici influenze, a partire dall’iniziale “The Observer”, una lunga composizione con la chitarra a imperversare in assoli hendrixiani. Di brano in brano Stolt rievoca tutte le sue influenze, spesso con risultati altamente apprezzabili, come nel caso di “Head Above Water”, canzone solare impreziosita da un ottimo lavoro di hammond e dalla voce dell’ospite Neal Morse; nella catchy “Unforgiven” o nel blues bianco di “Dog With A Million Bones”. Piacevoli anche “Everyone Wants To Rule The World” ed “Everybody’s Trying To Sell You Something”, quest’ultima giocata su un divertente ritmo funky. Allo stesso tempo, però, non tutto riesce a funzionare per il verso giusto, lasciando all’ascoltatore l’impressione di trovarsi di fronte ad un’occasione sprecata. Stolt, infatti, nella sua iperattività si è dimenticato di utilizzare quella grande virtù che è la capacità di sintesi: troppo spesso vengono incensati brani lunghi e prolissi, solo perché danno l’impressione di avere a che fare con un songwriting superiore, a discapito della sottile arte di condensare brani pregevoli e strutturati all’interno della forma-canzone. Nel caso del chitarrista svedese, questo ha portato alla creazione di un lavoro enorme, di quasi due ore, tanto pachidermico quanto indigeribile nella sua interezza: non solo Stolt non ha espunto dalla scaletta definitiva una serie di brani mediocri come “It’s All About Money”, “Dirt” o la conclusiva “People That Have The Power To Shape The Future” (11 minuti senza capo né coda); ma, spesso, si è anche perso per strada nei singoli brani, allungandoli con inutili divagazioni che appesantiscono il tutto. Il risultato finale, dunque, pur non essendo affatto negativo, viene penalizzato dal difetto che ammorba la quasi totalità degli album in studio doppi: potevamo godere di un CD ottimo e, invece, ci ritroviamo ad averne due appena discreti. Non è un peccato?

TRACKLIST

  1. The Observer
  2. Head Above Water
  3. Dirt
  4. Everyone Wants To Rule The World
  5. Spirit Of The Rebel
  6. Unforgiven
  7. Dog With A Million Bones
  8. Sex Kills (Joni Mitchell cover)
  9. Outcast
  10. The Unwanted
  11. Remember
  12. It's All About Money
  13. Everybody Is Trying To Sell You Something
  14. Hotrod (The Atomic Wrestler)
  15. Mercy
  16. People That Have The Power To Shape The Future
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